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Riserva di Decima Malafede, anche la Città Metropolitana dà l'ok all'abbattimento del bosco

I nulla osta di RomaNatura hanno spianato la strada all'abbattimento

Albero abbattuto: immagine di repertorio

Si complica la salvaguardia del querceto di Castel Romano. I ventuno ettari di bosco ceduo, sembrano ormai ad un passo dal subire la distruttiva azione delle motoseghe. Nonostante le rassicurazioni della Regione Lazio che, a ridosso delle elezioni, dichiarava testualmente di non aver rilasciato alcuna autorizzazione. Aggiungendo che "non sussiste alcun rischio di abbattimento".

I primi via libera

I nulla osta sono invece stati rilasciati, come dimostrato da Romatoday, dall'Ente regionale RomaNatura. Via libera, con alcune prescizioni, anche all'utilizzo di mezzi meccanici. Una modalità tutto sommato inusuale ed abbastanza invasiva per il taglio degli alberi. Infatti, come specificato, veniva concessa questa possibilità "in via sperimentale". Fermo restando che, come aveva chiarito il presidente di RomaNatura Gubbiotti "se ci sarà il taglio, non si arriverà a creare una tavola da biliardo".

Decima Malafede Regione Lazio-2

La commissione ambiente

Il Municipio IX, allarmato per il destino del bosco ricadente nel proprio territorio, ha convocato una commissione Ambiente cui hanno preso parte anche dirigenti apicali di RomaNatura. A loro sono stati mossi alcuni rilievi critici. E' infatti stato fatto notare che  "pur essendo l'area attigua ai siti d'interesse comunitario di Castel Porziano e di Decima, non era stata richiesta una valutazione d'incidenza" spiega Marco Antonini, già presidente del WWF Lazio ed attuale assessore all'Ambiente del Municipio IX. Inoltre è stato fatto presente che "l'autorizzazione all'utilizzo dei mezzi meccanici non era affatto dovuta e potevano anche risparmiarsela".

La direttiva europea sugli uccelli protetti

La questione centrale però, riguarda il fatto che ormai anche la Città Metropolitana ha dato l'ok al taglio degli bosco ceduo. "RomaNatura se voleva salvare l'area (di proprietà di Propaganda Fide)  poteva anche rifarsi alla cosiddetta "direttiva uccelli" della Comunità Europea  che prevede misure particolari per i siti dove nidificano alcune specie protette. Ed è proprio questo il caso visto che lì si riproducono il falco pecchiaiolo, il nibbio bruno e l'averla piccola".

Il risarcimento ancora possibile

Una volta ottenuto il via libera anche dalla Città Metropolitana, restano poche chance di salvare i 21 ettari di bosco ceduo. "C'è ancora una possibilità: si potrebbe risarcire il privato dal mancato guadagno per il taglio degli alberi. Con poche migliaia d'euro, i cerri lì presenti verrebbero preservati per i prossimi venticinque anni". Nel frattempo potrebbe essere approvato dal consiglio regionale il Piano d'Assetto. Metterebbe al riparto molte aree verdi del territorio e, nella Riserva di Decima Malafede, lo si attende da almeno sedici anni.

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