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Mafia Capitale: a Cecchignola un corteo per “riprendersi la città”

Sulla scorta delle inchieste su Mafia Capitale, comitati ed associazioni dell'Agro Romano scendono nuovamente in piazza. Indetto un corteo in via Millevoi: "Vogliamo riprenderci la città"

Le tante realtà associative che orbitano nel quadrante sud di Roma, si sono date un nuovo appuntamento. La difesa dell’ambiente e del paesaggio, questa volta, si salda alla richiesta di una maggiore legalità. Meglio. Per dirla con le parole del Coordinamento Agro Romano Bene Comune, di una “legalità sostanziale”.

IL CORTEO - Con queste parole d’ordine è stato indetto un nuovo corteo in via Millevoi. Si tratta della terza grande manifestazione, da quando si è cominciato a scendere in strada per protestare contro la realizzazione della centrale ACEA. La cui sospensione dei lavori, per inciso, sta per scadere. La specificità del nuovo corteo, indetto per giovedì 18, è legata ad una serie di considerazioni che traggono origine dalle cronache di questi giorni.

MAFIA CAPITALE - “L’inchiesta giudiziaria ‘mondo di mezzo’ – spiegano gli organizzatori - ha squarciato un velo, accertando l’esistenza di poteri criminali che attraverso il denaro, frutto di vantaggi economici accordati da benefattori politici, compravano le decisioni pubbliche. Ne emerge un sistema mafioso e corrotto, un malaffare diffuso che si estende sulla Capitale contagiando centri di potere pubblico che troppo spesso, se non coinvolti direttamente, hanno finto o fingono di non vedere.”

LA RICHIESTA DI LEGALITA' - L’inchiesta della Procura di Roma, per ora sembra indirizzarsi verso uno specifico settore, che poco o niente avrebbe a che fare con le speculazioni urbanistiche. “Ma se questo è avvenuto  specialmente nel sociale, con una corruzione elevata a sistema – ragionano gli organizzatori -  chi può garantire che le decisioni pubbliche in materia ambientale o paesaggistica siano esenti dal tarlo della corruzione? Troppe volte decisioni di amministratori ci sono apparse incomprensibili, in palese violazione di legge, di fatto  illegali. Eppure hanno provato a raccontarci che tutto, proprio sotto il profilo delle autorizzazioni, era a posto. In questa cornice, e nell’ambito più ampio del conflitto ambientale, si riproduce l’antinomia “legalità formale versus legalità sostanziale”. E proprio per rivendicare la seconda, tante sigle associative del quadrante sud, dal Coordinamento Stop I-60 al Comitato No Corridoio, stanno aderendo alla prossima manifestazione. I cui volantini, già circolano nel territorio.

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