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“In centro illuminate in periferia sotterrate”: chiesto un Parco Archeologico tra Grottaperfetta e Cecchignola

Durante la cerimonia per l'illuminazione dei Fori Imperiali, decine di cittadini si sono presentati con striscioni e cartelli, per rivendicare il diritto a valorizzare i beni archeologici anche in periferia

Decine di cittadini hanno approfittato della festa di Roma, e dell’illuminazione dei Fori Imperiali, per scendere in piazza. Con cartelli, striscioni, slogan e poster, è stato rivendicato il diritto, anche nella periferia capitolina, di godere dei beni archeologici. Da Grottaperfetta a Colle delle Gensole, i ritrovamenti finiscono infatti, frequentemente, sotto qualche metro di terra.

IL PARCO ARCHEOLOGICO - Una mezza dozzina di comitati locali, hanno ricordato ai cittadini accorsi per la cerimonia dei Fori, che i tesori dell’Urbe possono essere sepolti anche in località insospettabili.  “Parco Archeologico Subito!” recitava un cartello, portato in mano da un attivista locale. “Chiediamo l’immediata sospensione dei lavori sul quadrante della Cecchignola e l’inizio delle verifiche per la realizzazione di un parco archeologico"ci spiega Luca del gruppo Attivamente Cecchignola.

I RITROVAMENTI - Da settimane, a livello locale, si parla di alcuni importanti ritrovamenti che, con la manifestazione di ieri, hanno ottenuto un po' di visibilità in più.  “ In due diversi punti - ci spiega Luca - è  stato rinvenuto il vecchio tracciato di via Ardeatina. Poi ci sono i mosaici ritrovati in via Millevoi ed inoltre c'è una villa Romana, di cui parlano i residenti, su via della Cecchignola in direzione Millevoi” . Insomma, il quadrante a sud dell’ex Dazio di Tor Carbone,  sembra configurarsi come un giacimento di reperti archeologici.

L'ARCHEOLOGIA IN PERIFERIA - Alla manifestazione, insieme al Coordinamento Agro Romano Bene Comune, c’era anche un’altra realtà molto combattiva, il Comitato Stop I-60. “Diciamo che ieri è andata bene – ci spiega Giuseppina Granito, che ne è la portavoce –  dal momento che abbiamo scosso dal torpore il Ministro Franceschini” intercettato e fotografato con i manifestanti. “ Ai cittadini non fanno vedere neppure la relazione scientifica dei reperti rinvenuti nella zona dell’I-60, un fatto di per sé gravissimo. Noi riteniamo che la competenza di quanto sta avvenendo in via di Grottaperfetta, sia ora ministeriale.In generale,  difendiamo un diritto, che è quello della salvaguardia e della fruibilità dei beni pubblici. Ed il nostro intervento ai fori, nasce dall'esigenza di chiarire ancor di più  – conclude la portavoce del Comitato Stop I-60 – che non esistono beni archeologici di serie A e di serie B”.

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