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Eur, slitta l'apertura dell'Acquario di Roma: ora la concessionaria vuole il concordato preventivo

Il Tribunale fallimentare dovrà decidere se accordare la richiesta avanzata da Mare Nostrum, la società che ha la concessione dell'Acquario di Roma

Il destino dell'Acquario di Roma è nelle mani di un giudice. La struttura, oltre 18mila metri quadrati ricavati sotto il laghetto dell'Eur, resta ancora off limits. Insieme alle Torri di Ligini rappresenta l'ultima grande incompiuta del Pentagono. Ma a differenza dei grattacieli della vecchia "Beirut", le aspettative per il completamento dell'Acquario sono sempre rimaste elevatissime.

La richiesta di concordato preventivo

La novità è che  Mare Nostrum Romae S.r.l., società concessionaria di Eur S.p.A. per l’area realizzata sotto il laghetto e  la cosiddetta “Passeggiata del Giappone”alla vigilia di Natale ha depositato un'istanza. Il 24 dicembre 2018 è stata fatta domanda per l'ammissione alla procedura di concordato preventivo con la formula della continuità aziendale.  "Con l’implementazione del piano di concordato, nel complesso – fanno sapere fonti vicine alla Mare Nostrum – dovrebbero trovare nuova occupazione circa 400 persone".

La posizione di Eur S.p.A.

Il futuro dell'acquario realizzato sotto il complesso progettato dall'architetto Raffaele De Vico, sarà deciso anche nelle aule di un Tribunale.  Al riguardo Eur S.p.A., proprietaria dei beni dati in concessione alla società Mare Nostrum, non si sbilancia. “In merito alla richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo cosiddetto 'in continuità' – hanno fatto sapere dalla sede centrale di via Ciro il Grande – non possiamo che attendere il pronunciamento del Tribunale Fallimentare di Roma”.

Le cause dei ritardi

Ai giudici il compito di valutare la richiesta. Sulle ragioni del ritardo nel completamento della struttura, restano le parole del presidente dell'Acquario di Roma Marco Staderini. "Il vero problema è stato che con la nuova normativa antisismica alla quale questa struttura si è dovuta adattare – aveva spiegato durante un pre-opening rivolto alla stampa – questo ha comportato maggiori costi e più lunghi tempi di realizzazione". Di conseguenze, aveva ricordato Staderini,   "le banche hanno sospeso i finanziamenti e questo ha portato delle tensioni con le ditte che lavoravano". Problemi che a luglio 2018 erano sembrati in via di risoluzione.

Come sarà l'Acquario di Roma

In attesa di sapere quale sia il futuro della Mare Nostrum, seguita nella richiesta di concordato preventivo dallo studio legale DLA Piper, vale la pena ricordare cos'è presente nei 18 mila metri ricavati sotto il laghetto dell'Eur. La struttura infatti consta di tre corpi principali. Ci sono le vasche con i pesci, il cui collaudo è già stato effettuato nel dicembre 2015. E' stato realizzato inoltre uno spazio con auditorium ed una galleria commerciale che prevede la presenza di una quarantina di negozi. All'interno dell'Acquario, oltre a 5mila creature marine di circa 100 specie diverse, saranno presenti anche dei pesci robot. Sono dotati di particolari sensori e serviranno a carpire informazioni utili alla ricerca scientifica.

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