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Foresta di Capocotta, la marcia indietro della Regione ferma i tagli: "Riaffittare l'area"

Dopo la denuncia di RomaToday e l'annuncio dell'esposto da parte di Angelo Bonelli, la Regione interviene per porre fine allo scempio nella riserva di Decima Malafede

Gli alberi della macchia di Capocotta all'interno della riserva naturale di Decima Malafede, almeno a parole, sono salvi. Dopo la denuncia di RomaToday e l'esposto presentato in Procura da Angelo Bonelli, la Regione Lazio ha deciso di intervenire. Attraverso una nota spiega di "essersi impegnata attraverso l’Assessore all’Ambiente, Fabio Refrigeri, ad impedire in tempi rapidissimi il taglio degli alberi attraverso Roma Natura che affitterà quello spazio salvaguardando e mantenendo intatta, in questa maniera, una delle zone di maggiore pregio naturalistico ed ambientale del Lazio". Sul caso anche il Governatore Nicola Zingaretti, il cui intervento era stato invocato da Bonelli, si è espresso su twitter: "Stop al taglio degli alberi a Capocotta. RomaNatura riaffitterà questa area privata. Difendiamo le bellezze del Lazio".

In pratica quello della Regione è un passo indietro. L'ente regionale RomaNatura infatti, aveva prima rifiutato di riaffittare l'area di proprieta dei Vaselli, e poi aveva autorizzato il taglio delle querce secolari. Già ieri il commissario Gubbiotti a RomaToday aveva spiegato l'accaduto, intravedendo nel riaffitto dell'area la possibile soluzione per lo stop ai tagli.

"In passato l’Ente Regionale RomaNatura ha utilizzato come strumento di salvaguardia l’affitto dell’area, in mancanza di un Piano di assetto approvato. L’affitto del bosco della Macchia di Capocotta è stato revocato dal precedente Commissario dell’Ente – osserva il Commissario di RomaNatura -  Esisteva pertanto la legittimità della richiesta di taglio da parte della proprietà. Il Settore Naturalistico dell’Ente, in piena autonomia,  ha ritenuto che esistessero le condizioni per il rilascio del nullaosta, con numerose prescrizioni".

Approfondendo la spiegazione, il Commissario chiarisce che "il Piano di assetto, adottato dall’Ente ma non ancora approvato dalla Regione Lazio, prevede per questa area la tutela integrale.Per questo prosegue l’impegno personale e dell’Ente per la salvaguardia e la tutela della Macchia di Capocotta. E non viene meno la ricerca di soluzioni concordate con la stessa proprietà per impedire quanto sta avvenendo. Quindi l’impegno perché cessi il taglio è totale e non esclude alcuna soluzione".

Il naturalista Marco Antonini, che attraverso RomaToday per primo aveva sollevato il caso, aveva ieri commentato: "Apprendo con piacere che finalmente Gubbiotti si è accorto che il problema esiste ed è grave – ha commentato Marco Antonini – peccato che le segnalazioni e gli appelli inviati via fax e mail inviate fin da ottobre dai cittadini a lui ed all’assessore regionale Refrigeri siano state del tutto inascoltate – sottolinea Marco Antonini - Ora si adoperi finalmente per bloccare il taglio a Capocotta e nelle altre aree boschive della Riserva altrettanto pregiate. Sarebbe anche gradita da parte di Zingaretti una spiegazione del perché le aree protette del Lazio sono ancora commissariate senza motivo".

Resta ora da capire come e quando si passerà dalle parole ai fatti e cioè si bloccheranno i tagli. Inoltre c'è da verificare quanti alberi sono già stati tagliati.

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