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Riserva di Decima Malafede: gli interrogativi arrivano in Europa

Sulla Riserva di Decima Malafede il M5S annuncia un'interrogazione europea. Intanto l'ex Presidente del WWF torna all'attacco di Roma Natura: "E' vero che esiste un piano di taglio per tutti i boschi della Riserva, compresi quelli di rilevanza europea?"

La denuncia legata al taglio di alcuni alberi nella Macchia di Capocotta, oltre ad aver contribuito a sollecitare Roma Natura e la Regione Lazio ad impegnarsi per salvaguardare l'area, potrebbe avere anche altre conseguenze. Potrebbe infatti esser utile ad aprire una discussione più ampia, sul destino dell'intera Riserva di Decima Malafede.

LA PERDITA DI BIODIVERSITA' - Ancora una volta è il naturalista Marco Antonini, che sta cercando di accendere i riflettori. "Da alcuni anni a questa parte, si è assistito ad una perdita costante di biodiversità, per una serie di motivi. La trasformazione di alcune aree agricole della Riserva in coltivazioni intensive di cocomeri, con conseguente massiccio utilizzo di insetticidi e fitofarmaci" è tra le concause che, secondo l'ex Presidente del WWF Lazio, potrebbero aver generato il problema .L'uso di insetticidi e fitofarmaci avrebbe infatti "determinato  gravissimi danni  sia all’entomofauna,  che agli alveari della zona". Inoltre avrebbe comportato " l’avvelenamento di alcuni corsi d’acqua e  la sparizione di pesci e crostacei. Ovviamente tutto ciò  - osserva Antonini - senza che l’ente abbia mosso un dito".

LE MINACCE ALLA RISERVA - Ma c'è dell'altro. " Ogni fine settimana assistiamo allo scorrazzare di cani padronali in ogni zona, in particolare a Perna e Selcetta, con danni gravissimi per tutti gli animali come lepri, fagiani, allodole ed in generale tutti gli uccelli che nidificano a terra".  Invece, per tornare sulla questione relativa all'inquinamento delle acque, "in molti corsi - segnala il naturalista - vi sono degli scarichi abusivi incontrollati che hanno depauperato il patrimonio ittico". Come se non bastasse "la politica ci mette del suo – prosegue Antonini - con scelte assurde come ad esempio l’autostrada Roma-Latina che distruggerà parte del SIC, zone umide e boschi e con la bretella che devasterà zone umide ed aree paleontologiche di assoluto rilievo". Il riferimento, in questo caso, attiene alla Valle del Risaro.

UN ALTRO TAGLIO - Se poi il quadro non fosse sufficientemente a tinte fosche, arriva un interrogativo di quelli che fanno tremare i polsi. "E' vero che esiste un piano di taglio per tutti i boschi della Riserva - chiede Antonini al Commissario Gubbiotti - compreso un sito d'importanza comunitaria come  i sughereti di Castel di Decima?". Qualora la risposta fosse affermativa, l'ex Presidente del WWF Lazio ha chiesto al responsabile dell'Ente regionale  "Cosa intenda fare per scongiurare il ripetersi di quanto già accaduto a Capocotta".

L'INTERROGAZIONE EUROPEA - A fronte di tanti problemi, l'Europarlamentare del M5S Fabio Massimo Castaldo, ha annunciato l'intenzione di "voler portare la questione al Parlamento europeo in quanto l’abbattimento (eventuale nda)  potrebbe essere in violazione della Direttiva CEE sulla 'Conservazione degli uccelli selvatici' e della Direttiva Habitat  relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche”.

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