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Bretella Tor de’ Cenci, annuncio shock: “Non si farà”

Durante il sopralluogo nell'area oggetto del bando per le terre ai giovani, un tecnico capitolino avrebbe ammesso, davanti ad una sessantina di persone,che l'opera non si farà. Alunni: "A quel punto salterebbe pure il GRA BIS. Aspettiamo fiduciosi"

Foto di Susanna Muzzi

La vicenda legata alla realizzazione della bretella autostradale Tor de’ Cenci- A12, si  compone di un nuovo capitolo. Nel pomeriggio di venerdì infatti, si è svolto un sopralluogo nell’ex cementificio nella valle del Risaro. Si tratta del terzo lotto che Roma Capitale ha inserito nel bando per l’assegnazione delle terre ai giovani.

L'ANNUNCIO SCHOCK - Davanti ad una sessantina di persone, il tecnico comunale ha più volte dichiarato che “non si farà più la tratta a12 – Tor de’ Cenci – ci spiega Gualtiero Alunni – sostenendo che la scelta sia stata maturata a seguito di alcuni incontri tra Comune e Regione. Io l’ho incalzato, chiedendo di fornire maggiori informazioni. La risposta di Malenotto, il tecnico capitolino, è stata che basterà aspettare perché nei prossimi giorni sarà formalizzato quanto da lui affermato”.

LA TRASPARENZA AMMINISTRATIVA - La bretella Tor de’ Cenci A12 quindi non si farà. E negli oltre 20 ettari di terreno compresi tra via del Risaro ed il fosso di Malafede, potrà essere avviata l’agricoltura biologica. Nonostante tre linee di alta tensione ed uno dei metanodotti più grossi del centro Italia. Ma a prescindere da queste considerazioni, se le affermazioni del tecnico capitolino trovassero un riscontro nei fatti, cosa accadrebbe? Lo abbiamo chiesto sempre allo storico portavoce del Comitato No Corridoio. “Intanto per noi contano i fatti ed in tal senso diciamo che aspettiamo fiduciosi. Un fatto è che i cittadini hanno speso quasi 100mila euro in ricorsi al TAR, sette per l’esattezza , che al momento non ha dato neppure la sospensiva. Tant’è che il 10 aprile sono state inoltrate le lettere d’invito alla gara del progetto definitivo e a settembre saranno aperte le buste”.

IL GRA BIS E L'EFFETTO DOMINO - Al di là dell’ ufficiosità dell’informazione pubblicamente fornita dal tecnico capitolino, ci sono altre considerazioni da fare. E vertono sul piano trasportistico. “Se salta la bretella, con un effetto domino viene meno anche un’altra grande opera da noi contrastata: il GRA BIS. L’obiettivo di quell’infrastruttura, 1,4 miliardi di spesa e 34 chilometri di asfalto, è di collegarla all’aeroporto. Per farlo si doveva servire della bretella A12-Tor de’ Cenci – ricorda Alunni – ma se le parole del tecnico capitolino verranno confermate, non si capisce più come il GRA BIS raggiungerà l’Aeroporto Leonardo da Vinci. Dovrà necessariamente passare per l’autostrada Roma Latina, per raggiungere il raccordo  all’altezza di Spinaceto, e poi da lì prendere l’uscita per Fiumicino. La vedo complicata”. In sostanza “salterebbero 50 chilometri di autostrada, derivanti dalla somma del GRA BIS più la bretella, e circa 2 miliardi di euro previsti per la loro realizzazione. Che dire – conclude il portavoce dei No Corridoio – a questo punto noi aspettiamo fiduciosi che dalle parole si passi ai fatti. Per ora rimane tutto nelle segrete stanze degli assessorati comunali e regionali”.

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