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Stadio della Roma, parla l'ex grillino Mancuso: "Pubblico interesse? Il parere favorevole è arrivato a tappe forzate"

Il presidente della Commissione Urbanistica rivela il percorso seguito, in Municipio IX, per esprimere il parere favorevole sul cosiddetto "pubblico interesse". Mancuso: "E' evidente che non è stato un iter normale"

C'è il pubblico interesse nel progetto legato allo stadio della Roma? La risposta, dal punto di vista formale, è affermativa. Per ben due volte infatti il Comune, prima con Marino e poi con Raggi, ha riconosciuto questa caratteristica all'operazione di Tor di Valle. Si tratta di un aspetto tutt'altro che secondario. Senza questo riconoscimento infatti non è possibile ricorrere ai benefici legati alla cosiddetta legge sugli stadi.

C'è però chi ha sollevato delle perplessità sull'iter che ha portato al secondo via libera. Come recentemente ricordato nel corso di un'intervista rilasciata a Romatoday, la consigliera comunale Cristina Grancio ha ribadito la sensazione che "l'amministrazione, anzichè seguire i propri tempi" si è "adeguata a quelli necessari a Parnasi". D'altra parte anche in Municipio IX c'è chi sta segnalando delle anomalie. E' il caso di Paolo Mancuso, il presidente della commissione Urbanistica. Un militante pentastellato di lungo corso, già coordinatore del tavolo sull'urbanistica quando il M5s era all'opposizione in Campidoglio. Oggi però, Paolo Mancuso, è un ex grillino. E dai banchi dell'opposizione, resta a capo della commissione Urbanistica.

Mancuso, lei ha avuto la sensazione che ci sia stata un'accelarazione anomala nell'iter che ha portato, nel suo municipio, alla dichiarazione del pubblico interesse sullo stadio?

In questi tre anni trascorsi in Municipio IX, ho appreso che c'è un iter piuttosto consolidato. Quando arriva una delibera dal Campidoglio, il presidente del Consiglio la assegna alla commissione competente. Poi indica anche il tempo necessario per esprimere un parere che, di norma, è di 30 giorni. Se c'è una procedura d'urgenza si scende da 30 a 20 giorni e solitamente questo lo decide il segretariato generale di Roma.

Invece nel Municipio IX quanto ci è voluto per esprimere il parere, positivo, sul pubblico interesse? 

Decisamente di meno. Nelle commissioni compenti infatti, che sono sicuramente quella Urbanistica ma anche quella sulla Mobilità, non è mai stato discusso.

Com'è andata allora?

E' arrivata questa proposta di delibera accompagnata da una lettera dell'assessore capitolino Montuori, in cui si specificava che bisognava concludere i termini entro il 14 giugno. Pertanto, il giorno dopo la ricezione, è stato convocato il Consiglio straordinario. Era il 9 giugno del 2017.

Quella proposta di delibera però risulterà approvata qualche giorno più tardi. E dopo il passaggio in una commissione.

Sì, è stata approvata con 12 voti favorevoli ed un astenuto qualche giorno dopo, di domenica pomeriggio. In aula c'era solo il Movimento cinque stelle. E per quanto riguarda la Commissione sì, il tema è stato affrontato in una seduta di commissione Sport, convocata la sera per la mattina. Tra l'altro non hanno votato nulla perchè loro non avevano competenza alcuna sulla materia.

Mentre sarebbe stato più opportuno discutere le implicazioni legate alla Mobilità ed all'urbanistica. Ma di norma invece quanto tempo passa tra una convocazione e la discussione di un documento?

Per prassi una settimana. La mia commissione, ad esempio, viene convocata ogni mercoledì. E quando ricevo una proposta, la calendarizzo una settimana dopo. Se c'è particolare premura, si valuta con gli altri consiglieri il da farsi...In quel caso invece abbiamo appreso con un'email che era stata convocata questa commissione Sport, ma dalla sera alla mattina.

Ho capito. Pertanto lei ha la sensazione che, la richiesta di parere nel Municipio IX, sia stata caratterizzata da un'anomala accelerazione?

Non è una sensazione. E' evidente che il normale iter non sia stato seguito. Tant'è vero che anche il presidente del consiglio municipale, quando abbiamo discusso la delibera di Grancio, ha ammesso che all'epoca non si era avuta la possibilità di fare, per la fretta, il giusto approfondimento.

Ora il tempo per riuscirvi c'è stato. Ed infatti i consiglieri del M5s hanno avuto l'opportunità di esprimersi sulla delibera presentata da Grancio e Fassina. I due chiedevano di ritirare in autotutela la dichiarazione di pubblico interesse. I grillini però si sono in larghissima parte astenuti. Lo hanno fatto per far decidere l'opposizione che però, da sola, non ha i numeri per farlo. Ma questa è già un'altra storia.


 

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