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GRA BIS: “un’altra opera inutile ad alto rischio d’infiltrazione mafiosa”

Per il consigliere regionale Peduzzi (FdS) il GRA BIS e la Roma-Latina, sono “opere utili solo alle imprese devastatrici, ad alto rischio d’infiltrazione mafiosa”

Non ci va leggera la Federazione della Sinistra, che ieri ha preso parte con una delegazione alla presentazione, in Aula Consigliare, della nuova opera infrastruttura denominata GRA BIS.

UN' OPERA INUTILE E DANNOSA. “Con un trasporto pubblico che è letteralmente allo sbando, l'ANAS senza alcun pudore continua a proporre opere faraoniche che non risolvono il problema del pendolarismo e peggiorano la qualità della vita di interi quartieri di Roma sud – ha dichiarato in giornata  il Capogruppo regionale della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi - Ai signori del cemento e delle autostrade non è bastata la nuova autostrada Roma-Latina, opera inutile e dannosa che costerà molto di più di quanto servirebbe per la messa in sicurezza dell’attuale Pontina; hanno proposto una nuova autostrada, un Grande Raccordo Anulare bis che da Fiano Romano arriva fino a Tor de Cenci e poi a Fiumicino”.

IL RISCHIO D'INFILTRAZIONI MAFIOSE. A non convincere, come del resto non sono sembrati affatto persuasi neppure i residenti che sono intervenuti all’incontro, è la funzionalità, per il territorio, di un’operazione così onerosa, che si andrebbe ad aggiungere anche alla Bretella di collegamento tra la Roma-Latina e l’autostrada A12.
Secondo il Capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, si tratterebbe di “Opere utili solo alle grosse imprese devastatrici di territorio e  paesaggio e ad alto rischio di infiltrazioni mafiose, che assorbono risorse che, invece, andrebbero destinate al potenziamento ed al miglioramento del trasporto pubblico locale su ferro”. 

LA SOLUZIONE CHE PIACE AI RESIDENTI. Un’opzione, quella dell’intermodalità, che anche in questo progetto è presente solo nell’esplicitazione del nome. Ma che, di fatto, come tante volte sottolineato dal Comitato No Corridoio, non essendo contemplata in fase di progettazione, non comporta alcun tipo di investimento per quella che, i residenti, continuano ad invocare come una soluzione da preferire. L’intermodalità. Che si chiami Trenino Pontino, come la definisce il CdQ di Tor de’ Cenci, o che la si voglia denominare Metropolitana leggera Roma- Pomezia-Ardea, l’investimento in infrastrutture ferroviarie, sembra essere l’unica soluzione, in termini trasportistici, che interessi realmente i residenti di questo quadrante.
 

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