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Via del Risaro: torna l’incubo della bretella autostradale

Un percorso lungo 14 km, per congiungere la Pontina all'A12, favorendo il transito di mezzi pesanti. A ridosso del centro abitato di Tor de' Cenci?

Sono almeno vent’anni che se ne sta parlando. Sono cambiate le giunte al governo della Regione, i sindaci interessati, ed i nomi con cui definirla: Nuova Pontina, Super Pontina, Corridoio Intermodale Roma Latina. Comunque la si voglia chiamare, si tratta di un’opera faraonica, per cui sono stati previsti 2,7 miliardi di euro e che cambierà significativamente il panorama dell’agro pontino, per come lo abbiamo conosciuto.

Eppure, i mutamenti che inevitabilmente ci saranno, se il progetto dovesse andare in porto, non avranno a che vedere soltanto con trasformazioni di ordine rurale o paesaggistico. Le conseguenze, in effetti, potrebbero aversi anche sul piano degli sviluppi urbanistici che andrebbero ad interessare, per il Municipio XII, l’area a ridosso di via del Risaro: Tor de’ Cenci.

La bretella. “Tutta la parte sotto il castello di Decima verrebbe occupata da un grosso sistema di svincoli, mentre l’attuale sedime della Pontina verrebbe rialzato di 2 metri circa” spiega Marco Antonini, storico ambientalista e già presidente del WWF Lazio.

“Da lì partirebbe questa grossa autostrada, forse un viadotto non troppo altro, forse in terrapieno, ma questo lo vedremo sul progetto esecutivo, che passerebbe grossomodo in diagonale dall’osteria Malpasso –edificio tardo medievale che sorge sulla Pontina Vecchia - affiancandosi all’attuale via del Risaro ad una  distanza di circa 10/20 metri non di più. In definitiva il fondo valle di via del Risaro verrebbe occupato quasi totalmente”. Un colpo al cuore, per i tanti podisti, ciclisti e “canari” che abitualmente lo frequentano.

“La bretella proseguirebbe in direzione di via Belluzzi – procede nella sua spiegazione, implacabile, Massimo Antonini – laddove le ultime ville dovrebbero venir espropriate ed abbattute, per poi salire in trincea sulla collina ed entrare  nelle cave di Quartaccio, un luogo  che ha un’importanza mondiale dal punto di vista archeologico”.
Senza mancare di rispetto alle cave, a quel punto della spiegazione molte delle decine di residenti accorsi all’assemblea pubblica indetta dal Comitato No Corridoio Roma Latina, erano già in subbuglio.

Manca ufficialità. “Ma esiste un progetto definitivo?” A più voci hanno richiesto, preoccupati, gli abitanti di Tor de’ Cenci e Vitinia. A quanto pare non ufficialmente. Eppure, a febbraio, si è tenuta una conferenza dei servizi.

“La qual cosa – mi spiega successivamente Antonini - ci fa ritenere che il progetto di massima ci sia, ma sicuramente non è  ancora stato pubblicato da nessuna parte. E tuttavia  la descrizione del tracciato, che andrà ad impattare anche su aree di massimo valore ambientale ed archeologico, al contrario si conosce perfettamente”.
Sebbene manchi ancora l’ufficialità, la preoccupazione è palpabile. Ciò detto,  in assenza di documenti certi, non tutti i residenti se la sentono di sbilanciarsi contro la  realizzazione di quest’opera.

Favorevole. Per il Comitato di Quartiere, ad esempio, il problema è altrove “Noi siamo d’accordo ad intraprendere iniziative che portino ad una modifica del tracciato attuale della via pontina – ci fa sapere Guido Basso, presidente del CdQ Tor de’ Cenci -  allargandola in modo da prevedere una striscia di terreno su cui poi costruire la metropolitana Eur Pomezia. Iniziativa analoga per far si che lo svincolo a sud di tor de cenci sia costruito quanto pià lontano dalla case, visto che la vallata si presta a queste esigenze”.

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Manifestazione. Coloro i quali invece, non vedono di buon occhio la realizzazione del “corridoio intermodale”, si sono dati appuntamento a Piazza di Porta Pia, davanti al Ministero delle Infrastrutture, per venerdì 13. Sperando che porti bene e che il progetto, non divenga mai esecutivo.
 

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