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LETTORI - "Il centro diurno per disabili del Laurentino taglia i servizi"

Un genitore d'una persona con disabilità che frequenta il centro di via Gadda, lamenta pesanti tagli alle attività educative previste nel bando di gara: "Troppo tempo sul pulmino e poco nel centro"

Affrontare temi legati alla disabilità non è semplice. Cercando un punto di equilibrio tra le istanze dei genitori, i bisogni degli utenti, le possibilità degli operatori e le disponibilità economiche dell’amministrazione, si deve procedere sempre in punta di piedi. Evitando di esprimere giudizi, come di norma un giornalista dovrebbe fare, ma con una sensibilità supplementare rispetto a quanto possa indicare un manuale di deontologia. E questo perché, sul tema, tutti gli attori impegnati, condividono l’obiettivo di garantire un servizio adeguato, in un contesto dove, purtroppo, le risorse tendono a configurarsi “a somma zero”. Ovvero, se le togli da una parte, riesci a metterle in un’altra. Viceversa, no.

Ci arriva la segnalazione di un genitore che ha un figlio con disabilità psichica,  un lettore che preferisce restare anonimo, ma che con convinzione esprime il proprio punto di vista sul funzionamento del centro diurno di via Gadda.
“Scrivo per segnalare quanto avviene all'unico centro diurno x disabili adulti del nostro Municipio, che è frequentato da soli 20 utenti, a rotazione per un massimo di 12 presenze giornaliere ( cosa risibile se si pensa all'altissimo num. di disabili che avrebbero bisogno di questo servizio). Servizio, appunto. Che però, da quando è sopraggiunto il nuovo gestore, la Cooperat. Servizio Psicosociosanitario, cioè dall'inizio di settembre, funziona dalle 10.30 circa alle 14.00, visto che intorno a quell'ora parte il primo pullmino che riporta a casa i ragazzi. In quest'orario è compresa la colazione dell'arrivo e il pranzo. Ci si chiede come possano essere attuati i programmi presentati nel progetto vincitore del bando di gestione, che prevede cineforum, uso del computer con redazione del giornalino, ecc, il tutto per persone gravemente disabili, che forse trarrebbero maggiore giovamento da una presenza più dilatata nella giornata e da attività forse più tradizionali, magari manipolative e fisiche".

Da quanto ci è dato sapere, il centro diurno doveva garantire ai suoi ospiti un servizio dalle 9 alle 15. Servizio che è stato oggetto di un taglio concordato, per favorire, come si vedrà, le istanze della cooperativa che ha vinto il bando.

Ma non è questo il punto – continua a scrivere il lettore - In realtà le famiglie vivono un enorme disagio rispetto agli impegni lavorativi e i ragazzi arrivano al Centro stressati dalla lunga attesa, che la loro fragilità psicofisica non può sostenere. Per ritornare agli orari di prima -inizio del giro alle 7.00-7.30- il Presidente della nuova Cooperativa ha chiesto alle famiglie di essere disponibili alla chiusura del Centro nel mese di agosto, proposta che costituisce un disagio, ma che è stata accettata. In realtà, a tutt'ora nulla è cambiato e domani le famiglie pensano di rappresentare con la dovuta veemenza la gravità di tutto ciò al Presidente Calzetta. Aggiungo che la proposta di cui sopra è stata fatta alla presenza dell'Assessore ai Servizi Sociali del Municipio  e del Settore amministrativo e tecnico dei Servizi Sociali, cioè , praticamente, di chi ha curato la stesura e l'aggiudicazione del bando di gara”.
 

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