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Tor de' Cenci: crescono le adesioni per le proposte del Comitato No Corridoio

Alla vigilia del Presidio davanti il Ministero delle Infrastrutture, ecologisti ed istituzioni, a vario titolo, ricordano le gravi conseguenze che si avranno per la realizzazione della Bretella A12-Tor de' Cenci

A poche ore dal presidio di Porta Pia, si registrano le adesioni, a vari livelli istituzionali, anche dei Verdi e di SEL.

Il contributo degli ecologisti. In verità non si tratta di un’adesione dell’ultima ora. Al contrario, i Verdi da tempo sostengono le ragioni del Comitato No Corridoio, ed è proprio grazie all’interessamento del Consigliere Regionale Angelo Bonelli, che del partito è anche il Presidente, che si è riusciti ad ottenere il progetto della Bretella. “Lo stesso Consigliere ha poi scritto personalmente al Ministro Passera affinché il giorno 20 giugno riceva gli esponenti del Comitato e ascolti quello che le Amministrazioni locali sicuramente non gli hanno mai riferito” si legge in una nota diramata in giornata dai Verdi Lazio.

Le responsabilità istituzionali. E sempre nello stesso comunicato, “l’operazione trasparenza”, come gli stessi ecologisti la definiscono, vien portata definitivamente a compimento ricordando come “La responsabilità di questo progetto ha origini lontane e ben distribuite tra le Giunte Regionali Storace, Marrazzo, Polverini. Ma non sono esenti neanche i Sindaci Veltroni, che nel 2007 approvò una ‘Memoria’ in Giunta Comunale che condivideva la realizzazione dell’opera, e Alemanno che non ha mai attivato il ‘Processo di Partecipazione dei Cittadini’ per fare sapere loro quel che stava accadendo”. Dunque, è naturale che i residenti abbiamo cominciato a spaventarsi soltanto nel corso degli ultimi mesi, grazie al tamburellante porta a porta degli attivisti che si riconoscono nel Movimento NO Corridoio.

A fianco del Comitato No Corridoio. Da un livello istituzionale all’altro. Dopo la Regione, anche in Comune viene ribadita la solidarietà, da un Consigliere d’opposizione. E’ questo il caso di Maria Gemma Azuni, già Presidente del Municipio XII  che dichiara di essere “a fianco del Comitato No-Corridoio Roma-Latina ed alla loro protesta, e parteciperò al presidio di domani, dopo aver chiesto sul tema la convocazione urgente della Commissione ambiente. Questo progetto produrrà un’ulteriore cementificazione della zona (si parla di 16 km di viadotto) con la produzione di traffico, inquinamento, e ulteriore espropriazione di centinaia di ettari di terreni e abbattimento di case. Un progetto faraonico – prosegue la Consigliera Comunale Azuni (SEL) – dai costi altissimi, oltretutto addossato sui lavoratori e pendolari che dovranno anche pagare un pedaggio come obolo a una gestione del territorio scriteriata. Nella zona ci vorrebbero ben altre pianificazioni, rispettose dell’ambiente e degli abitanti, come la metropolitana leggera o il potenziamento delle reti ferroviarie esistenti, oltre alla messa in sicurezza della Pontina, ancora tra le strade più pericolose d’Italia”. Sul piano della proposta, la condivisione degli attori istituzionali indicati sembra essere totale. Come anche la condanna di un’opera che, appena pochi mesi fa, Lorenzo Parlati di LEGAMBIENTE definiva “inutile, vecchia e dannosa”.

Opera vecchia inutile e dannosa. E per completezza d’informazione, ricordiamo che “il collegamento A12-Tor de Cenci costerà 500 milioni che si vanno ad aggiungere ai 2.720 già quantificati, per l’autostrada Roma Latina” come ricorda Gualtiero Alunni. Un’opera, sottostimata nei costi, che “produrrà devastazioni a catena, come le centinaia di ettari di terreni espropriati, l’abbattimento di decine di case, lo sventramento del Parco Regionale di Decima-Malafede, il forte impatto sull’area golenare del Tevere e sulla Riserva Statale del litorale Romano, l’interferenza con due Siti d’Importanza Comunitaria e con due aree archeologiche, la chiusura di aziende agricole e produttive con la perdita di centinaia di posti di lavoro, inquinamento acustico e atmosferico (CO2). Per non parlare – prosegue Alunni - di una invasiva cantierizzazione che "rallenterà" ulteriormente la viabilità e la distruzione di centinaia di ettari di agricoltura biologica in particolare sul percorso della bretella Cisterna-Valmontone”.

In definitiva, parafrasando Parlati, si tratta di “un’opera vecchia, inutile e dannosa”. Al pari di chi l’ha progettata.
 

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