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Torrino: prosegue la battaglia degli inquilini ENPAIA

Centinaia di inquilini degli Enti Previdenziali, costretti ad accettare un aumento fino all'80% del canone di locazione, si trovano in difficoltà. Tra questi, c'è anche chi porta avanti uno sciopero della fame, per chiedere una moratoria

La vicenda riguarda circa 40 mila famiglie romane. Tante sono, in effetti, quelle raggiunte dalle richieste degli  Enti Previdenziali privatizzati che vorrebbero aumentare loro il contratto d’affitto.  

Le case degli Enti nel Municipio. Una situazione che sta portando alla disperazione moltissimi residenti anche del XII Municipio, sul cui territorio si contano decine di palazzine dell’ Enasarco piuttosto che dell’Enpaia.
Da via Padre Alberto Grammatico a via Beata Vergine del Carmelo, da via Fiume Bianco, a via Deserto dei Gobi, per citare soltanto alcune delle strade interessate al fenomeno. Diffuso in almeno tre quartieri: Torrino Sud, Torrino Nord e Mostacciano.
Una realtà che si fatica a comprendere, finché non ci si confronta con i tanti residenti, raggiunti dagli avvisi con cui si chiede loro di pagare affitti più onerosi, con rincari che raggiungono l’80% della quota precedente. In caso contrario, come mi viene mostrato, arrivano gli sfratti disposti dalla Sesta Sezione Civile del Tribunale di Roma.

L'inquilina ENPAIA. “Io abito al Torrino dal 1986 – ci fa sapere Beti Piotti, un’inquilina ENPAIA – praticamente da una vita. Adesso mi hanno chiesto di pagare un aumento dell’ 80%. E’ assurdo” dice la signora Piotti, mentre da giorni continua,insieme ad altri inquilini, uno sciopero della fame nel presidio USB di piazza SS Apostoli. “Una volta si diceva ‘se abiti in una casa di un Ente, stai bene per tutta la vita’. Non è più così. Anzi,ci sono persone che nel corso degli ultimi 30-40 anni, ovvero del periodo in cui abitano nella stessa casa, sono rimaste vedove. Ed ora come fanno, all’improvviso, a fronteggiare un aumento del genere? Noi non vogliamo che gli affitti restino quelli che erano – si spiega la signora Piotti – ma vorremmo che si realizzasse un tavolo interistituzionale, e nel frattempo una moratoria. Le soluzioni ci sono, nel Municipio XI, a suo tempo, le avevano trovate. Da noi,nel 12, c’è stato un recente incontro a Piazza Cina, con il Consigliere Contenta, che si è molto speso per la causa, ed a cui sono intervenuti anche Morassut e Montino. Ci hanno dato appuntamento per il mese prossimo.Ce lo siamo segnati in agenda, vogliamo vedere”.

La battaglia in Municipio. Ed a tal proposito Giuseppe Contenta, Capogruppo PD nel Municipio XII, ci ha inoltrato una nota, nella quale dichiara che “la problematica dell’emergenza casa e del caro affitti, palesano un disagio che coinvolge numerose famiglie. Per questo, il Consiglio del Municipio XII, su mia proposta, ha presentatao una mozione su questo problema a Dicembre 2011, impegnando il Presidente Calzetta ad attivarsi presso il Sindaco per affrontare e risolvere, senza indugi, questo problema”. Eppure, a distanza di sei mesi, nulla è cambiato. Per questo, “il giorno 11 Giugno – prosegue Contenta nel suo comunicato – avendo constato che le istituzioni non avevano assunto alcuna iniziativa sulla problematica citata, il PD ha indetto un’Assemblea Pubblica in Piazza Cina” quella cui faceva riferimento la signora Piotti.


Solidarietà istituzionale. “Facciamo giungere al Presidio di lotta, tutta la nostra solidarietà, la volontà alla soluzione dei problemi e ci siamo assunti con la nuova Mozione – presentata il 19 giugno – l’impegno affinchè il Comune si faccia promotore per un doveroso confrontom con le altre istituzioni, per il diritto alla casa a sostegno di tutti gli inquilini” conclude Contenta, Capogruppo PD nel Municipio XII.

Prosegue lo sciopero della fame. Nel frattempo il presidio USB, il più grande sindacato di base per numero di iscritti, prosegue. Come lo sciopero della fame della signora Beti Piotti e di altre decine di inquilini degli Enti Previdenziali privatizzati che, come l'inquilina ENPAIA ha sottolineato si sentono "traditi dai sindacati conferali che hanno siglato quest'accordo insostenibile".
 

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