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Zone 30 e isole ambientali all'Eur, i residenti insorgono: "Ma chi ve l'ha chiesto?"

La scelta di rivedere viabilità e fruizione del Pentagono non trova d'accordo i residenti. Lampariello (Ripartiamo dall'Eur Onlus): "Pensano solo alle esigenze delle attività commerciali"

La trasformazione pensata per viale Europa e viale America rischia di scontentare i residenti dell'Eur. L'idea di rendere le due strade percorribili solo ai mezzi pubblici ed al traffico locale, così come quella di procedere con delle pedonalizzazioni, non ha riscaldato i cuori di quanti, nel cosiddetto "Pentagono", ci vivono.

La protesta dei residenti

"Sono stato in commissione ed ho potuto ascoltare tutte le proposte che sono state fatte, dalle isole pedonali alle zone 30 – premette Paolo Lampariello, presidente dellla Onlus Ripartiamo dall'Eur  ma chi gliel'ha chiesto?  – La domanda è molto semplice: ma chi gliel'ha chiesto? Di certo non siamo stati noi residenti che, in forza di questi ipotizzati cambiamenti, siamo destinati a subire ancora più disagi".

Un problema di decibel

Da tempo le aree su cui l'amministrazione intende modificare la viabilità, sono oggetto di segnalazioni da parte dei cittadini. "Viale America è già oggi il regno della ristorazione e ci sono locali che restano aperti anche la notte. Ma vi immaginate cosa significa renderla anche pedonale? Significa soltanto aumentare ulteriormente i decibil, significa essere costretti a restare costantemente con le finestre chiuse" segnala Lampariello. Un problema evidentemente molto avvertito da chi vivein  quelle strade.

I marciapiedi ed i tavolini selvaggi

"Abbiamo l'impressione che si pensi molto agli interessi dei commercianti e poco a quello dei residenti. Se si parla di allargare i marciapiedi - fa notare il presidente di Ripartiamo dall'Eur -  noi siamo d'accordo. Ma se poi ci finiscono i tavolini e gli ombrelloni perchè, come avviene oggi, si fanno pochi controlli, allora non va bene". A fine giugno il vicepresidente del Municipio IX aveva riportato dati molto significativi sul fenomeno del tavolino selvaggio. In un solo giorno, gli agenti accertatori di Aequa Roma e la Polizia Locale di Roma Capitale era arraivata a "sanzionare sei locali risultati non in regola per abusi per violazione alla tariffa rifiuti, occupazine di suolo pubblico e canoni per impianti pubblicitari" spiegava il vicepresidente Roberto De Novellis. Solo su viale America e limitatamente alla data del 28 giugno questa task force aveva emesso sanzioni ordinarie per oltre 280mila euro. Il problema quindi c'è.

Il traffico di attraversamento

Le criticità non riguardano soltanto un potenziale incremento della movida. "Bisogna capire una cosa importante: ad oggi le auto attraversano l'Eur – spiega Paolo Lampariello – perchè la Colombo è congestionata e quindi cercano strade alternative. Se alcune gliele chiudi, significa che fai soffocare le altre e non mi sembra una grande idea. Come del resto non lo è neppure quello della rambla su viale Europa: a Barcellona il sedime stradale è molto più grande".

La rambla di viale Europa

Nella città catalana infatti, oltre ai lati della nota isola pedonale, trovano spazio due corsie per senso di marcia che sono a loro volta seguite da stalli per parcheggi e da un marciapiedi. "Viale Europa è molto più stretta e quindi non ci sarabbe spazio per far passare le auto che formerebbero quindi un tappo nei due sensi di marcia". Le criticità in definitiva non mancano. D'altra parte la stessa commissione Mobilità del Campidoglio, una volta analizzato la proposta, ha deciso di prodere solo con disposizioni transitorie che,  come ha già spiegato il presidente municipale Dario D'innocenti  "servono anche a testare le reazioni dei residenti alle novità introdotte".

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Commenti (2)

  • in una parola: NO. non siamo a Barcellona ed il parallelo è assurdo, se non ridicolo. ripartire non vuol dire agevolare lo struscio o la movida, per usare parole affascinanti e fuori luogo. vuol dire strade pulite, illuminazione decente, potatura degli alberi. all'incrocio con viale Beethoven i rami coprono i semafori, all'incrocio con viale Pasteur ch'è un avvallamento tale che con la pioggia si forma uno stagno di fango e immondizia che resiste due, tre giorni, non avendo sfogo nei tombini totalmente occlusi. queste sono priorità ben più urgenti, sarebbe ora che chi amministra si renda conto che il "servizio" a cui è chiamato è nell'interesse pubblico, non privato. mia nonna diceva "pazienza stanca diventa tempesta", e siamo stanchi di essere illusi con le favolette della buonanotte dei 5s. (già, perché l'EUR è in mani loro, e si vede da quanta incuria lo sta soffocando).

  • chi partorisce queste idee folli?

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