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EUR: tutte le valutazioni sul bando di gestione del Tre Fontane

Argomento di divisione, il bando per il ripristino funzionale, l'ampliamento e la gestione del Tre Fontane,attraverso l'analisi di tutti i soggetti coinvolti, dal Comune alle società rugbistiche interessate

Si diceva, affrontando nuovamente il tema del rugby nel territorio, che uno degli argomenti più dibattuti, negli ultimi giorni, è stato proprio l’avviso pubblico con cui, il Comune di Roma, ha messo a bando il ripristino funzionale, l’ampliamento e la gestione dell’impianto del Tre Fontane.
Volendo fornire ai lettori una panoramica sull’argomento quanto più ampia possibile, abbiamo chiesto ai vari soggetti che se ne sono interessati, di condividere alcune valutazioni.

L'opposizione capitolina. Paolo Masini, membro della Commissione Sport del Comune di Roma in quota PD, evidenzia quelli che, secondo lui, sono alcune difficoltà che stanno emergendo “Diciamo che il fatto che ci sia una nuova Associazione temporanea d’impresa che sembra interessata, in maniera pesante, alla gestione del luogo, ed il fatto che a e capo di questa  nuova società ci sia una persona importante come Riccardo Mancini, responsabile di Eur SPA, potrebbe creare qualche problema. Non vorremmo che quel luogo, anziché essere deputato all’incontro, al confronto ed alla crescita dei ragazzi, diventi altro, anche per le varie società che ci girano intorno. Ci sembra che non abbiano molto a che fare con uno sport” commenta Paolo Masini, recentemente firmatario di un’interrogazione comunale sull’affidamento “in custodia e guardiania” dell’impianto.

La Rugby Roma Club. Di natura diversa, invece, sono le considerazioni espresse da quanti, quei campi, li hanno calcati da giocatori e poi da dirigenti sportivi. Per Ferruccio Tozzi,  a cui abbiamo chiesto le proprie valutazioni su alcune migliorie di carattere tecnico, “mettere l’illuminazione allo stadio, è un tema che esiste da almeno dieci anni. Serve per fare la CELTIC League, il campionato europeo - ricorda il Consigliere della Rugby Roma Club srl -All’epoca la federazione infatti aveva chiesto tra i requisiti utili a parteciparvi, quello di avere l’illuminazione. E la stessa cosa vale per la copertura delle tribune, che si erano rese necessarie per partecipare alle competizioni europee,  già durante la presidenza di Abbondanza, che però ottenne delle proroghe. Mi sembrano delle idee niente male” valuta Tozzi, forse pensando ad un rilancio in grande stile della struttura.

La Nuova Rugby Roma. Roberto Barilari invece, Presidente della Nuova Rugby Roma, ne dà un’interpretazione diversa,
“Nessuna altra realtà, dal punto di vista dell’impiantistica sportiva dedicata al rugby, a Roma ha un tendone di copertura. Quello lo richiede la Celtica, ma portare la Celtica a Roma è un investimento che richiede 8 milioni di euro l’anno. E non so se ci siano i soldi né le capacità rugbistiche per poterlo fare. Certo – prosegue Barilari – una parte, come franchigia,  la mette la federazione e poi un’altra invece la si ricava dalle televisioni, però restano circa 6 milioni di euro, che sono  difficili da reperire. Senza considerare che serve una struttura societaria che certamente nessun club è in grado di garantire a Roma. Quindi penso che la copertura servirà per fare altro, forse degli spettacoli notturni, non so”. In generale, quello che segnala Barilari è che, poiché sono richiesti 2 milioni di euro per realizzare interventi di manutenzione, ripristino funzionale potenziamento e migliorie dell’impianto,  in cambio di una concessione di 6 anni “si penalizzano sicuramente le associazioni, che non possono avere giri economici di questa portata. E sicuramente si favoriscono le società di capitali, questo mi sembra evidente. Inoltre – conclude Barilari – anche se sicuramente parteciperemo avendo trovato un partner economico, voglio segnalare che nel bando ci sono inesattezze, come nel caso della pianta dello stadio in cui è riportata una tribuna che non c’è più da 20 anni.  Il bando è lacunoso. Forse, volutamente lacunoso”.

Il Delegato del Sindaco allo sport. “Se il bando è fatto male, si faccia ricorso – risponde indirettamente il Delegato del Sindaco allo Sport Alessandro Cochi - ed io ne prenderò atto con l’Avvocatura comunale, il Segretariato, gli avvocati, la parte civile per annullare il bando. Ma bisogna considerare che si tratta di  un impianto complesso,  dove anni fa si allenava la Roma, prima che si creasse  Trigoria e dove giocava una squadra di top 10, ormai fallita – sottolinea l’on.le Cochi, a voler rimarcare l’importanza della struttura – Dunque,  qualunque associazione o consorzio di essi voglia gestire il Tre Fontane , per dirla in gergo, deve avere le spalle coperte. Noi abbiamo fatto un bando affinché, una volta concesso, non ci venga restituito 2 o 3 mesi dopo”.

Quali che siano le valutazioni, ed abbiamo visto quanto siano tra loro diverse, il bando adesso è pubblicato. Il primo atto per restituire al movimento rugbistico romano una struttura dal passato glorioso, è dunque compiuto. Adesso bisognerà aspettare la fine dell’estate, per raccogliere nuovi spunti e registrarne i successivi sviluppi.
 

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