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Filobus Laurentina: i residenti scendono in strada in segno di protesta

Una quarantina di residenti, insieme al Consigliere Siracusa, hanno dato vita ad un presidio sulla Laurentina, per protestare contro i ritardi e le tante anomalie del corridoio della mobilità

Non c’era la folla delle grandi occasioni, ma in una serata fredda come quella di venerdì 8, bisognava esser particolarmente motivati per scendere in strada a manifestare.
Nonostante la temperatura, una quarantina di residenti hanno raccolto l’appello del Consigliere Siracusa e, per un paio d’ore circa, hanno mostrato tutta la loro riprovazione verso un progetto che non li soddisfa.

I  MOTIVI DELLA PROTESTA - “Ci siamo incontrati per esprimere la nostra protesta verso i ritardi che stanno caratterizzando un’opera che sarebbe dovuta terminare il 31 dicembre 2011 ed invece ancora oggi – si lamenta un residente-  non è stato nemmeno fatto il progetto del ponte che passerà sul GRA. Non si capisce nemmeno come un mezzo di 18 metri di lunghezza, all’altezza di via dell’Oceano Atlantico, possa immettersi nel traffico veicolare”.

LE ALTRE CAUSE DEL DISAGIO - Ma le ragioni che hanno spinto i residenti a sfidare il freddo, sono tante. “Mi chiedo alla fine a cosa serva il corridoio – si interroga l’ing. Pagnoncelli, residente della zona –  non hanno tenuto conto delle realtà locali presenti, dagli ingressi alle abitazioni agli esercizi commerciali. Tutto stravolto e bloccato. Io, per arrivara a casa – quindi grossomodo all’altezza del mercato Laurentino – devo arrivare giù a Tor Pagnotta, fare una manovra pericolossima ad u, ovviamente non consentita, e tornare indietro. Per non parlare del fatto che hanno acquistato 45 filobus ed adesso non sanno neppure dove metterli” conclude, amareggiato, il residente. Alla manifestazione erano presenti anche militanti del Movimento 5 Stelle ed alcuni residenti del CdQ Fonte Laurentina.

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Commenti (3)

  • continuiamo cosi facciamoci del male

  • Compaio solo come Giorgio sui commenti, in realtà sono Giorgio Biuso per chi non riconosce cosa sto pensando.

  • Un progetto nato male finisce peggio. Una linea di Metro leggera, con piste su pilastri, come molti dei cittadini tecnici avevano proposto in altrernativa, avrebbe contenuto i costi, i tempi di realizzo e avrebbe consentito circa il triplo di passeggeri ora. Nel lontano 1980 a Lilla in Francia ho viaggiato su uno di questi vagoni senza conduttore. Bastava spingere un bottone e la vettura si fermava in alto, raggiungibile con una scaletta o con un elevatore, senza ingombrare le preesistenti sedi stradali. Perché il progetto non è stato accettato? Forse perché sono tecnologie non alla portata dei nostri meravigliosi imprenditori? Svegliatevi!

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