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Fonte Laurentina: il parco di Pontecorvo ed il western all’italiana

A pochi metri dal centro federale di tiro con l'arco, il Parco di Pontecorvo, ridotto ad una steppa, rischia di trasformarsi nella location ideale di un film western

C’era una volta il west. Poi vennero i film western “de noantri”, girati nei terreni De Laurentis in via Pontina.Oggi, a molti decenni di distanza, di quegli immensi spazi incontaminati rimane poco. In compenso però, per cercare un’ambientazione ideale  a narrare le gesta dei cowboy in salsa italiana, non bisogna spostarsi tantissimo.

SPAGHETTI WESTERN. Basta, in effetti, recarsi nel parco di via Bruno Pontecorvo, in località Fonte Laurentina. Per trovare un’ambientazione utile e girare il sequel del Buono il Brutto ed il Cattivo. A pochi metri dal centro federale di tiro con l’arco, infatti, si trova il parco di via Bruno Pontecorvo.  Inaugurato a ridosso delle ultime elezioni comunali, è stato più volte additato dai residenti di Fonte Laurentina, come un monumento allo spreco. Tra cancelli che rimangono indebitamente chiusi, i reiterati atti vandalici sull’impiantistica sportiva,  e l’incuria generale dell’amministrazione, quest’area verde (si fa per dire) ciclicamente rischia di precipitare in una condizione di degrado.

PARCO GIOCHI E IMPIANTI SPORTIVI. Siamo andati nel pomeriggio di martedì a fare un sopralluogo, per verificare lo stato generale del parco. Con soddisfazione abbiamo notato che l’area giochi non risulta danneggiata dai soliti teppistelli tardo adolescenziali. Non c’è un tappetino antinfortunistica, ma in compenso la presenza della sabbia dovrebbe permettere d’ammortizzare  le cadute dei piccoli residenti. Buone sembrano anche le condizioni del campo di calcetto e di quello da tennis, le cui reti erano state  più volte tagliuzzate. I cestini per l’immondiazia, infine, sono straripanti, ma questo è un segnale positivo. Significa che vengono utilizzati.

LA STEPPA DI FONTE LAURENTINA. Ciò che, tuttavia, salta immediatamente all’occhio in questo parco, è la scarsa manutenzione cui versano le aiuole ed i giardini. Si salvano gli alberi, ancor giovani e forti. Ma il resto del verde, ormai, sembra ridotto ad una steppa.
Il giardino, in molti casi, è ridotto ad un lontano ricordo, forse a causa del buco dell’ozono. O più prosaicamente, per la mancata irrigazione che ha causato la rapida morte di qualsiasi filo d’erba. Restano cespugli di piante spontanee, talvolta alte un metro, che in quantità popolano il parco. Non abbiamo ravvisato cactus, e ce ne dispiace, sarebbero stati perfetti. In compenso, però, c’è una casetta che sta per essere inghiottita da questi ciuffi di infestanti, mentre le ultime piante superstiti, straripando dalle loro fioriere, sembrano volersi dare alla fuga.

LA PISTA LE FRECCE E LE BALLE DI FIENO. Ci guardiamo intorno, un po’ disorientati, e puntiamo all’orizzonte, in attesa di una diligenza che non arriva. E nel frattempo  una balla di fieno, si frappone su una strada rossiccia. E’ una pista. Indiana? No, è ciclabile. Peccato. Peccato soprattutto che termini su una cancellata sbarrata, e che sia contornata di sterpaglie che ne attraversano il percorso. E’ dunque inutilizzabile, o quasi. Dipende da cosa si cavalca, con un vigoroso baio, nessun tracciato è impossibile. Altrimenti si può adoperare  una mountain bike.
La nostra visita finisce con la costatazione che, il Parco di Pontecorvo, versa in condizioni buone. Anzi, lo consigliamo a chiunque voglia provare la sensazione di trovarsi nel selvaggio west, allontanandosi di pochi metri dal raccordo anulare. E, già che ci siete, ricordatevi di portare le frecce.


 

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