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Cecchignola: housing sociale o nuovo sacco di Roma?

Un incontro voluto dal gruppo consiliare del PD, per denunciare “l’enorme colata di cemento” in arrivo nel territorio, sotto le mentite spoglie dell’housing sociale. Ma i cittadini contestano: “Vi siete svegliati tardi”

La buona volontà, i Consiglieri municipali del PD, ce l’hanno messa. E con essa anche la faccia, per denunciare quella che, su volantini e locandine, hanno definito “una enorme colata di cemento in periferia”.

Il sacco di Roma. E così, anticipando di due giorni la mobilitazione prevista in Piazza Bocca della Verità, i Consiglieri Contenta e Santoro, insieme ad Alberto Voci, presidente dell’Associazione Laurentum, hanno sviscerato i dati del prossimo “sacco di Roma”.
Duemilatrecentottanta ettari di aree agricole in fumo, per ospitare 22 milioni di metri cubi di cemento. A tanto ammonterebbero le aree che la Giunta Alemanno sta considerando ammissibili nell’ambito del bando sull’housing sociale.
Ed a tal proposito, chiarisce subito Voci che “contrariamente a quanto si crede, questa formula dell’housing sociale non ha nulla a che vedere con l’edilizia popolare. Il loro costo  non è affatto paragonabile. Al contrario noi crediamo  – fa notare il presidente di Laurentum, notoriamente legato al PD –  che possa esserci, attraverso una serie di aggiustamenti, la possibilità di reperire aree nel territorio, senza consumare altro territorio, senza andare in deroga al Piano Regolatore Generale.

Housing sociale e PRG. Ci sono aree tra il XII ed il XI che il PRG ha definito come aree non edificabili e che la Giunta Alemanno crede di poter edificare attraverso il grimaldello dell’ housing sociale. Solo nel nostro municipio ve ne sono dieci, e tra queste quella che ricade all’interno del parco della Cecchignola. Bisogna evitare di consumare altro suolo agricolo. Ed in questo scenario abbiamo pensato di riorganizzare le nostre idee, ripartendo da quello che abbiamo fatto, riconoscendo che forse non è l’ottimo, ma è migliorabile”.

A rischio anche il fosso della Cecchignola. Sulla stessa linea il coordinatore del PD nel Municipio XII Andrea Santoro. “Abbiamo organizzato questa prima iniziativa in tempi ristrettissimi, perché non era mai successo che si parlasse di realizzare, solo nel nostro territorio, una cosa come 180mila metri cubi di alloggi, senza alcun confronto tra cittadini ed amministrazioni. Noi stessi abbiamo appreso i risultati di questo bando, dal sito del Comune di Roma, perché  l’amministrazione municipale non ci ha detto nulla. In questa stessa aula, a novembre, venne il Sindaco ed indicò un percorso alternativo a via Kobler, per mantenere l’integrità del parco. Salvo poi scoprire che, quest’area verde che separa Cecchignola Sud da Fonte Meravigliosa, verrà unificata da una colata di cemento pari a 500 nuove abitazioni”.

Le contestazioni.  Ma è proprio sul tema del verde pubblico, che il Partito Democratico è stato incalzato da alcuni dei presenti.
“Il PD si è destato con 12 anni di ritardo perché è dal 2000 che tutte le associazioni del quadrante si sono mobilitate contro questi tipi di attacco al nostro verde – ci spiega Simona D’ Aquilio, cittadina aderente al  Comitato Verde Urbano, intervenuta criticamente anche in sede di Consilio – Guarda. E’ tutto documentabile,  perché è agli atti che il PD ha votato contro la possibilità di  includere l’area verde del fosso della Cecchignola all’interno del Parco dell’Appia Antica. Ed ha votato contro anche sul vincolo dell’Agro romano. Con quei due vincoli- ci fa notare la D’Aquilio -  noi qui non staremmo a discutere di nulla. Perché sarebbe già parco, fruito dalla popolazione, attrezzato e con tutte le biodiversità che esistono, completamente tutelato e protetto. Abbiamo raccolto 16mila firme e con quella petizione abbiamo chiesto che l’area rientrasse nel Parco Regionale dell’Appia Antica. Ma ripeto, il PD votò contro”.

Le smentite. Una circostanza che viene smentita dal Consigliere Santoro, che spiega come “quella delibera non è mai stata messa in votazione e Marrazzo la stava per portare in Giunta. Poi sappiamo quello che è successo” allude il Coordinatore del PD, riferendosi alle dimissioni dell’ex governatore del Lazio.
“Inoltre, la proposta di modificare il tracciato di via Kobler, era la stessa promossa da Morassut, e lo dico a ragion veduta perché all’epoca ero Assessore all’Urbanistica. Ma i militari non acconsentirono al passaggio e non se ne fece più nulla”.

La difesa del verde.Eppure il malcontento, e’ palpabile. Ed è ben sintetizzato dalle parole della D’Aquilio quando, a conclusione della nostra intervista, sottolinea come “Noi, come cittadini, ce le tuteliamo da soli le aree verdi di questa zona. Come finora abbiamo sempre fatto. Vuol dire – conclude - che proseguiremo su questa strada”.
 

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