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Laurentino, lo storico casale di via Gatto è stato riqualificato: servirà a celebrare matrimoni

Il cosiddetto "Casale della Massima" è stato sistemato ma non si è ancora provveduto al collaudo. Chiara invece la destinazione d'uso: ospiterà la sala e l'ufficio matrimoni

Il rendering del Casale di Via A.Gatto

C'è un casale, nascosto tra i palazzi del Laurentino Fonte Ostiense, che ha vissuto un travagliato intervento di restauro. Non è stato complicato, di per sè, sistemare il bene. Le difficoltà sono state più di ordine buracratico.

Dal 1999  "il Casale della Massima" è stato assegnato all'Ente Roma Natura per realizzare il programma "le Case del Parco" che prevedeva la predisposizione di un Museo incentrato sulla riserva naturale Laurentino Acqua Acetosa. 

La segnalazione dei cittadini

Dal 2013 è stato ripreso in consegna dal Dipartimento Patrimonio e sono iniziati gli interventi di riqualificazione. Ma già nel 2017 il Consiglio di Quartiere del Laurentino Fonte Ostiense aveva segnalato che l'immobile era stato "ristrutturato ed abbandonato".Nello specifico "l'intervento con il quale il bellissimo edificio è stato rimesso a nuovo – lamentò Maurizio Filipponi, portavoce del Cdq – si è concluso nel 2016. Poi sul destino del casale è calato il silenzio del Municipio".

Le difficoltà burocratiche

Sotto traccia, nei mesi successivi, l'ente di prossimità si è interessato del bene. Prima, nell'estate del 2018,  approvando una risoluzione che impegnava il presidente D'Innocenti ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per assumere il possesso dell'immobile e concordare con la Regione Lazio un cambio di destinazione d'uso. L'atto testimonia quindi come ancora non sia stato risolto l'empasse burocratico, relativo alle competenze. 

Le destinazioni d'uso

Da parte del Municipio la richiesta è però chiara: nell'immobile si vuole ricollocare l'ufficio matrimonio e predisporre una sala dove officiare il rito civile. Contestualmente il presidente del Municipio dovrà farsi portavoce, in Campidoglio, della richiesta di rendere fruibili i locali del Casale a tutta la cittadinanza e di rivederne la destinazione degli spazi per l'attività museale prevista nel programma "le case del parco".

L'auspicio dei residenti

L'atto del parlamentino di via Silone risale a giugno. Otto mesi più tardi il presidente D'Innocenti ha firmato una direttiva di Giunta. Il documento, risalente al 21 febbraio, impegna il direttore del municipio e la direzione tecnica di "porre in essere tutti gli adempimenti amministrativi connessi alla risoluzione". Il bene è stato ripristinato, la destinazione è chiara. "Siamo rammaricati per il fatto che, ancora oggi, manchi il collaudo definitivo e che – aggiunge Maurizio Filipponi, portavoce del CdQ  – non si conoscono i tempi per l'eventuale presa in carico da parte del municipio. Auspichiamo invece si trovi al più presto una soluzione per l'apertura del polo museale che i cittadini attendono da molti anni e della sala matrimoni".


 

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