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Laurentino: sulla chiusura del centro diurno di via Gadda interviene anche il Campidoglio

In Assemblea Capitolina si voterà per stanziare altri fondi a favore del centro diurno di via Gadda. Cacciotti: "Serve una programmazione più duratura ed anche un nuovo bando, per evitare d'ingenerare ogni anno preoccupazioni nelle famiglie"

Il timore che possa cessare un servizio come quello del centro diurno di via Gadda, travalica i confini del Laurentino. La possibilità di veder chiudere una struttura che ospita disabili adulti, non tormenta infatti solo le rispettive famiglie. L'importanza del servizio è riconosciuta anche oltre il territorio municipale. Per questo, il problema del suo finanziamento, è approdato in Campidoglio.

A portare in Aula Giulio Cesare la spinosa questione, hanno provveduto i Consiglieri di Fratelli d'Italia. Le risorse per mantenere operativa la struttura, non sono per ora contremplate nell' assestamento del bilancio. E poichè, come hanno ricordato Giorgia Meloni, Andrea De Priamo e  Fabrizio Ghera "a partire dal mese di settembre  il centro diurno rischia la chiusura" bisogna correre ai ripari. Come fare? I tre Consiglieri comunali hanno proposto un documento ai loro colleghi di maggioranza ed opposizione. Se sarà votato in aula Giulio Cesare, la Sindaca Raggi e la sua Giunta dovranno  “destinare le risorse necessarie ad assicurare la continuità del servizio”. Al tempo stesso “stante la prossima scadenza dell’affidamento” si chiede alla squadra di governo Capitolino, di “dare mandato agli uffici per indire le procedure di gara  con cui individuare il futuro gestore”.

La cifra che, orientativamente, dovrebbe costare quest'operazione la fornisce Marco Cacciotti, già Presidente del Consiglio nel Municipio IX. "Si tratta di un costo pari a circa 20mila euro mensili, che dovrebbero essere messi dal Municipio". La vicenda è complicata dal fatto che l'Ente di prossimità deve sempre fare i conti con un magro bilancio. Ciò detto,  si tratta di fare delle scelte. E quelle che vengono effettuate, ingenerano sempre delle conseguenze con cui bisogna inevitabilmente fare i conti. "L'ultimo vero bando per la gestione del servizio risale al 2012 - ricorda Cacciotti - in quell'occasione venne indetta una gara per un affidamento di 18 mesi.  Scaduta a quale, si è proceduto con proroghe periodiche fino al 'mini' bando dello scorso anno, che ha rinnovato il servizio per soli otto mesi". Ovvero fino a luglio 2016. 

Tempi per fare un altro bando non sembrano esserci. Dunque le strade che si profilano all'orizzonte sono due: una porta verso la chiusura del servizio (in attesa della nuova gara). L'altra invece inevitabilmente conduce verso una proroga. "Serve continuità del servizio, attraverso procedure di gara che prevedano affidamenti di almeno 15 mesi per evitare che ogni anno il problema si riproponga - osserva Cacciotti -  Non basta agire di proroga in proroga. Serve una programmazione più duratura del servizio per dargli continuità e per non ingenerare continuamente preoccupazioni alle famiglie per le quali  - conclude l'ex Presidente del parlamentino municipale - questo servizio è importantissimo".


 

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