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Fonte Laurentina: sulla Fattoria sociale deciderà un giudice

La Consulta della disabilità lamenta una scarsa uniformità da parte di Roma Capitale nell'assegnazione del patrimonio pubblico. Ed annuncia una battaglia legale

Legalità e trasparenza. Due temi importanti, affrontati nel corso della conferenza stampa indetta dalla Consulta per la disabilità sabato scorso. Due valori, ampiamente condivisibili, su cui però potrebbe non esserci stata uniformità di applicazione. Questa, almeno, è la tesi che è stata portata avanti nel corso della conferenza stampa.

LEGALITA' E TRASPARENZA UNA TANTUM - “Per l’Amministrazione Capitolina legalità e trasparenza valgono solo in alcuni casi! – ha denunciato la Consulta delle Persone con Disabilità del IX Municipio - Legalità e trasparenza che si dovrebbero tradurre, sempre a detta dell’Amministrazione del IX Municipio, nell’assegnazione di beni pubblici solamente attraverso specifici bandi che però, nel caso del progetto della “Fattoria Sociale”, vanno applicate mentre in altri no”. Figli e figliastri quindi. La Consulta fa anche degli esempi. Il più eclatante  è in riferimento alla  “delibera 130 della Giunta Capitolina con cui, il 7 Maggio scorso veniva assegnato direttamente alla Onlus ‘Save the Children’, in comodato d’uso gratuito, un immobile di grande valore per le attività della stessa organizzazione, senza che venisse promulgato alcun bando”.

FIGLI E FIGLIASTRI - La differenza di trattamento riservata da Roma Capitale alle due realtà operanti nel terzo settore e, più in generale, i temi affrontati nel corso della conferenza stampa, sono stati commentati anche dall’ex Presidente municipale Paolo Pollak. “Le accuse mosse dalla Consulta della Disabilità sono gravi tali che necessitano un'immediata risposta da Marino e Santoro che evidentemente devono chiarire quali sono i criteri legati alle assegnazioni di spazi pubblici : riesce difficile pensare e credere che su un settore come quello della disabilità si possano gestire le assegnazioni facendo distinzioni tra associazioni di serie A e di serie B, annullando oggi il progetto della Terra dei Sogni, infrangendo così sogni e speranze di famiglie di portatori di disabilità”.

LA RICHIESTA DI CHIARIMENTO - La conclusione cui la Consulta arriva, è tranchant. “Si tratta di un piccolo, anzi grande, scandalo tutto romano in considerazione della massima fragilità delle famiglie disabili coinvolte, del quale il Presidente del IX Municipio Santoro, insieme a chi con lui collabora come l’Assessore alle Politiche Sociali Vincenti e alla Presidente della Commissione Politiche Sociali Pappatà, dovrà chiarire tutti i meccanismi ufficiali e meno ufficiali” leggiamo in una nota inoltrataci dalla Consulta.

L'EPILOGO IN TRIBUNALE - Inoltre la Consulta fa sapere di restare“In attesa del pronunciamento del TAR del Lazio presso il quale è stato presentato ricorso sulla sospensiva dell’assegnazione”. Ma non ci sarà soltanto un giudice d'un tribunale amministrativo a doversi esprimere sulla vicenda. “Seguirà una causa per il risarcimento delle spese sostenute da 'La Terra dei Sogni' e dalle famiglie coinvolte per la ristrutturazione del casale, pari a circa 50.000 euro”. Ma le grane, per l'amministrazione, potrebbero non finire qui. Sarà infatti denunciato anche “l'ulteriore danno patito per il blocco del finanziamento del progetto da parte di una Fondazione bancaria che, in considerazione dell’alto valore del progetto stesso, aveva messo a disposizione altri 100.000 euro”. Insomma la partita, rimbalzata dal Municipio al Comune, rischia di chiudersi davanti ad un giudice. Anzi, a due.

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