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Allarme 'terra dei fuochi' a Fonte Laurentina: "Fumi tossici da discariche abusive, da giorni non respiriamo"

Le denunce dei cittadini: "Nessuno interviene". L'incendio risale al 9 settembre, ma i fumi hanno invaso un'area di discariche abusive e continuano ad appestare l'aria

Fumo su terreno via Castel di Leva

C'è chi accusa bruciori agli occhi e alla gola, chi difficoltà a respirare. Zaffate di odore acre, specie alla sera, impregnano l'aria e appestano le case infiltrandosi dalle finestre se qualcuno per caso le ha dimenticate aperte. A Fonte Laurentina, nel IX municipio, i residenti inalano fumo tossico da giorni. Proviene da un terreno, ad angolo tra la via Laurentina e via Castel di Leva, andato a fuoco lo scorso 9 settembre. L'area, almeno fino alle piogge di oggi, è rimasta fumante nonostante l'iniziale intervento dei Vigili del fuoco. E i cittadini, preoccupati, hanno contattato forze dell'ordine e istituzioni senza ottenere interventi. Telefonate a ogni tanfo d'aria acida che toglie il fiato, e immagini e foto sul gruppo Facebook di quartiere per aggiornarsi a vicenda sulla situazione. 

"Abbiamo il sospetto che insieme alle sterpaglie ci sia stata combustione anche di sostanze infiammabili abbandonate abusivamente nel terreno" scrive Domenico Foffo, presidente del Cdq Fonte Laurentina in una lettera inviata alla Polizia locale. "Viene infatti segnalata la presenza di fumi che fuoriescono dal terreno a distanza di giorni dall'estinzione delle fiamme". Già, l'incendio originario risale al 9 settembre, ormai quasi due settimane fa. I Vigili del fuoco lo hanno domato subito, ma spente le fiamme sono rimasti i fumi a covare sul terreno finendo per estendersi a una serie di micro discariche abusive di immondizia. La zona è tristemente nota per le continue attività di sversamento illecito di materiale industriali. Singoli cittadini ma anche e soprattutto camion di ditte che si liberano in pieno agro romano di plastiche, gomme di automobili, lastre di amianto, materassi, elettrodomestici. Di tutto e ad alta tossicità.    

"E' un problema storico, decennale" spiega Maurizio Romano, abitante storico del quartiere da generazioni e membro del Comitato Fonte Laurentina. "Tutta la zona tra la valle di Tor Chiesaccia e della storica Cava Covalca ci sono una miriade di discariche che puntellano il terreno. In linea d'area parliamo di circa 200 metri dalle scuole dei nostri figli". Una piccola terra dei fuochi nostrana, come ce ne sono diverse in periferia, nel verde dell'agro romano, su cui nessuno ha mai messo le mani. Pochissime poi le telecamere in zona. "Un vivaio aveva installato un circuito di videosorveglianza ma gliel'hanno rotto subito - racconta Romano - qui è pieno anche di insediamenti abusivi". Un disastro ambientale noto a tutti ma altrettanto ignorato da chi di dovere. "A luglio scorso - racconta ancora Romano - hanno sequestrato un'area di 700, 800 metri piena di materiale di discarica abusivi. Ma nessuno ha ancora fatto la bonifica".

Nell'immediato si chiede almeno un intervento per bloccare i fumi in via definitiva e analizzare il livello di inquinamento dell'aria. Anche esponenti politici raccolgono le istanze. "Circa 15mila persone che vivono nelle aree limitrofe all'incendio hanno bruciori di gola e occhi. Nonostante questo il Comune di Roma definisce, ancora oggi, la situazione stazionaria e non sembrano previsti interventi per rassicurare i cittadini da un danno ambientale con effetti diretti su sicurezza e legalità" scrive in una nota Laura Corrotti, consigliere della Lega in Regione Lazio. Sul tema interviene anche Davide Bordoni, coordinatore romano di Forza Italia e capogruppo in Assemblea capitolina: "Non sembrano essere previsti altri interventi dal Comune perché la situazione è definita stazionaria, ma le migliaia di cittadini e residenti meritano più attenzioni di generiche rassicurazioni: chiediamo la convocazione urgente della Commissione Ambiente".

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