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Piano di Zona Laurentino: a distanza di 40 anni ancora si pagano gli espropri

I cittadini continuano a contestare le richieste di conguaglio per gli espropri realizzati con il Piano di Zona del Laurentino 38. Secondo il Consiglio di Quartiere sono giustificate in modo "assai discutibile"

Incassato il supporto del Municipio IX, i residenti del Laurentino sembrano ancor più intenzionati a non cedere di un passo, sulla vicenda dei conguagli. La questione si trascina da un decennio, ma per comprenderne bene le dinamiche, bisogna fare un ulteriore passo all'indietro, risalendo all'origine del Piano di Zona.

L'ORIGINE DELLA QUESTIONE - L'architetto Canestrari, del Consiglio di Quartiere Laurentino Fonte Ostiense, ha dettagliato i costi delle operazioni eseguite, per arrivare alle attuali richieste di conguaglio. La questione risale al 2005 quando i cittadini del quartiere si sono visti recapitare le lettere dall'amministrazione comunale, per le spese di espoprio del PdZ.  "Le cifre richieste, assai elevate malgrado i cittadini avessero già saldato il dovuto al momento della stipula delle convenzioni – ricorda l'architetto Canestrari - venivano giustificate con l'assai discutibile motivazione che 'la quantificazione del costo di esproprio si è resa possibile soltanto al termine delle operazioni di esproprio', come si leggeva sulle lettere arrivate".

L'APPELLO AL COMUNE - L'architetto scende molto nel dettaglio, nella sua lunga ricostruzione, per concludere poi che "se si confrontano le indennità del '79 con quelle del 2002, emergono differenze spropositate, difficilmente spiegabili anche con un accordo 'generoso' con la proprietà". Sulla questione entra anche lo storico portavoce del Consiglio di Quartiere Agostino Pergili. "I cittadini del Laurentino vogliono la massima trasparenza. È inconcepibile che il costo dell'esproprio per i Torlonia (tra i proprietari dei terreni espropriati ndr) sia passato da 63.000 euro a oltre 22 milioni . Come giustificano tutto ciò gli attuali Amministratori Comunali ?" E proprio al Campidoglio, si appella l'architetto Canestrari al termine di una minuziosa ricostruzione."Ci ripensi l'amministrazione.  Eviti di commettere un'ingiustizia così clamorosa, tanto più - conclude l'architetto -  su una popolazione formata principalmente da pensionati e famiglie con reddito modesto".

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