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Riserva Naturale Acqua Acetosa, dal sogno del parco allargato alla realtà delle discariche abusive

Svanita l'illusione di ampliarne la superficie, l'area resta alla mercè dei scaricatori di rifiuti. Antonini (M5s): "Non c'è adeguata sorveglianza da parte di RomaNatura, problema presente anche in altre riserve"

La Riserva Laurentino Acqua Acetosa resta una discarica. Non è andato in porto il sogno dei residenti. La proposta di ampliarne il perimetro per traformare un'area oggi degradata in un polmone verde, è naufragata. La Giunta regionale ha deciso di non accettare la richiesta nonostante avesse approvato per ben due volte il Piano d'Assetto a perimetro allargato della Riserva.

Ferma la valorizzazione dell'area verde

La scelta dell'amministrazione regionale non ha comportato conseguenze solo sul piano dell'ampliamento dell'area verde. Senza un Piano d'Assetto, da anni chiuso nei cassetti della Regione,  viene meno anche la strategia per la valorizzazione del parco. E questo significa che chi sognava sentieri, pannelli informativi e magari qualche punto ristoro, ne sarà inevitabilmente deluso. Bisogna fare i conti con la realtà. E le immagini che una residente ha scattato, ben descrivono lo stato in cui versa l'area verde.

Il ritorno delle discariche

Sacchetti contententi materiali di risulta, di qualche vicino cantiere, sono stati abbandonati lungo via dei Casali di San Sisto. La strada, facilmente raggiungibile dalla via Laurentina, è stata utilizzata anche per abbandonare altri rifiuti ingombranti, come gli immancabili materassi. Purtroppo non è la prima volta che accade. Anzi casi del genere sono stati ripetutamente segnalati, soprattutto negli anni passati.

L'abbandono di rifiuti nelle aree protette

"Purtroppo sono ripresi questi episodi di abbandono,dopo una fase in cui erano diminuiti fino quasi a sparire – commenta l'assessore municipale all'Ambiente Marco Antonini – non è un problema che riguarda solo la Riserva Laurentino Acqua Acetosa, perchè ho personalmente verificato la presenza di discariche anche nella Riserva di Decime Malafede,  in via Monti della Caccia ed in via Bonelli, a Trigoria". 

La sorveglianza ed i pochi guardiaparco

"C'è un problema di sorveglianza di queste aree la cui responsabilità ricade su RomaNatura un ente, la cui gestione, anche dopo la fase commissariale, è rimasta discutibile: basti pensare che nel consiglio d'amministrazione non ci sono più rappresentanti del comune, del mondo agricolo, nè di quello delle associazioni ambientaliste". A prescindere da come sia gestita, la mancanza di risorse umane era stata segnalata anche dal presidente dell'ente regionale Maurizio Gubbiotti. "Abbiamo solo 34 guardiaparco" aveva segnalato Gubbiotti, giudicandolo, un "numero insufficiente" per garantire il controllo di tutte le aree protette. Ad oggi sono 15 e con il Monumento Naturale del Fosso della Cecchignola, diveranno 16. Praticamente due guardiaparco per ogni area protetta. I risultati, nella riserva del Laurentino, si vedono tutti.

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