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Laurentino, calcinacci e divani nella riserva naturale: “E’ una discarica a cielo aperto”

In attesa che anche il Comune approvi l’ampliamento dei suoi confini, la riserva sembra precipitare nell’oblio. Protestano i cittadini che denunciano rimpalli di competenze

Materassi, reti ortopediche, sanitari e divani. Nella riserva naturale Laurentino Acqua Acetosa è stato abbandonato di tutto. L’ingresso di via dei Casali di San Sisto continua a soffrire di antichi problemi. Nessuno vigila e, nell’assenza di controlli, il sito viene utilizzato come discarica a cielo aperto.

Lo scaricabarile

“C’è un rimpallo di competenze per la rimozione dei rifiuti tra RomaNatura, l’ente gestore del parco, ed il comune di Roma” segnalano gli attivisti del Gruppo Territorio Ambiente, un coordinamento di associazioni e comitati del Municipio IX. Ma non è una novità. Al contrario, ricordano i volontari del GTA, “la situazione persiste da lungo tempo” al punto che, “in alcune aree, specialmente quelle adiacenti alle scuole del Laurentino, sono i cittadini stessi che con collette e falciatrici alla mano, effettuano la manutenzione del verde”.

Una discarica a cielo aperto

Nonostante gli sfalci eseguiti o pagati dai residenti, su buona parte della riserva naturale, domina un paesaggio che ricorda la savana. E tra l’erba che attende solo d’essere tagliata, non è difficile scorgere rifiuti ingombranti. “La Riserva è una discarica a cielo aperto che impedisce il godimento collettivo delle sue meraviglie naturali” fanno notare gli aderenti al Gruppo Territorio Ambiente. 

La rivoluzione annunciata

La valorizzazione dei casali e dei corsi d’acqua che l’attraversano, è ancora molto lontana. Eppure per favorire il turismo di prossimità, il Municipio IX ha intenzione di apporre una cartellonistica. L'assessora Carmela Lalli, che per l'ente di prossimità ha la delega alla Cultura, l'ha definita “una vera rivoluzione per il territorio”. Servirà per segnalare i luoghi di particolare interesse culturale del Municipio. Tra questi, la stessa assessora, ha recentemente indicato anche la Riserva. “Ma dove dovrebbe essere apposta questa segnaletica?” si domandano i residenti. Rischia di restare offuscata dai rifiuti e dalla crescita, ormai fuori controllo, della vegetazione.

L'ampliamento nei cassetti del Comune

Intanto resta fermo nei cassetti il proposito di ampliare la superficie della riserva, portandola dagli attuali 152 ettari ai promessi 250. “Il progetto, dopo aver ricevuto il parere positivo di Area Metropolitana e Municipio IX, attende da otto lunghi mesi solo il parere positivo del Comune” hanno ricordato gli attivisti del Gruppo Territorio Ambiente. Nel frattempo l’area, come sistematicamente accaduto in passato, è tornata una discarica. Chi sperava di potervi fare delle passeggiate, dopo il lungo lockdown imposto per contrastare il nuovo Coronavirus, è rimasto deluso. Nella Riserva, al posto dei cartelli annunciati dall’amministrazione, sono comparsi sgangherati divani e vecchi sanitari.

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