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Fonte Laurentina, dalla “Terra dei sogni” a terra di nessuno: occupato il casale destinato ai disabili

Il casale che avrebbe dovuto ospitare una fattoria sociale è tornato ad essere occupato. "A quanto pare, non per la prima volta" spiega il titolare della Onlus "La Terra dei Sogni".E' l'ultimo capitolo di una lunga vicenda già approdata in Tribunale

La presenza di una famiglia all’interno del casale di Fonte Laurentina è stata segnalata alle autorità. L’occupazione dell’edificio che avrebbe dovuto ospitare una fattoria per persone disabili non rappresenta tuttavia una sorpresa.

L'OCCUPAZIONE - "Mi sono recato sul posto, ho parlato con queste persone che sicuramente versano in condizioni di bisogno e non hanno un tetto dove andare. Mi hanno spiegato di aver trovato tutto aperto e quindi sono entrati. Dunque non è la prima volta, negli ultimi mesi, che viene occupato il casale", spiega Fabio Bonacci, Presidente della Onlus La Terra dei Sogni. L’associazione, durante la Consiliatura del Presidente Calzetta, aveva ottenuto l’assegnazione della struttura. L’iter amministrativo non è tuttavia mai stato perfezionato dal Dipartimento competente di Roma Capitale. Con il risultato che il casale, di fatto, non ha  potuto iniziare l’attività per cui era stato destinato.

I LAVORI ESEGUITI - "Noi avevamo anche realizzato una doppia recinzione – ricorda Bonacci – ed avevamo speso inoltre una somma considerevole per effettuare una bonifica all'interno dell'edificio. Ripulirlo ci era costato 13mila euro. Tutto documentabile. Avevamo anche cominciato a cantierizzare la struttura, a montare i ponteggi, perchè eravamo confortati dal fatto che si erano svolte ben due Conferenze dei servizi".  La decisione dell’amministrazione di riprendersi il casale,  è stata pertanto una vera e propria doccia fredda. "Abbiamo presentato un ricorso al Tar - aggiunge Bonacci, da anni impegnato con la moglie nel sociale - almeno per recuperare i soldi spesi".

I LABORATORI - La conclusione del progetto de "La Terra dei Sogni", ha avuto anche un’altra conseguenza. "Noi continuiamo settimanalmente ad organizzare laboratori didattici. Durano tre ore ciascuno e sono  fruiti da 44 ragazzi con disabilità. Abbiamo dei professionisti, ovviamente retribuiti, che insegnano loro a scattare fotografie, a lavorare la ceramica, il vetro. Ma anche a realizzare mosaici ed a fare incisioni. Fortunatamente ci ospita la Parrocchia del Torrino, perché altrimenti - conclude Bonacci - non sapremmo proprio dove andare”.
 

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