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Luneur: inaugurato il parco giochi che rimane chiuso

Rispettato l'impegno di apertura del parco. Ma solo dall'opposizione municipale, che inscena la cerimonia di inaugurazione. Nessuna novità sul destino del Parco

Il LUNEUR, il parco giochi più antico d’Italia, rimane chiuso. Nonostante le rassicurazioni del presidente Calzetta e di Eur Spa che, 6 mesi fa, avevano indicato l’8 dicembre come data certa per la riapertura del parco divertimenti.

“Abbiamo raccolto oltre duemila firme, adesso decideremo se consegnarle direttamente ad Alemanno , portandole al Campidoglio con un’altra manifestazione lì sotto – annuncia Giuseppe Contenta, capogruppo PD al Municipio - Noi ricordiamo con chiarezza la promessa fatta dal presidente Calzetta quando, sei mesi fa, convocando i capi gruppo nel suo ufficio dove erano presenti anche Mancini (a.d. di EUR S.p.A.) e Cinecittà Holding Ent., ci venne promesso che oggi, sarebbe stato riaperto il parco. Addirittura ci venne mostrato il progetto di cui ho chiesto una copia, ma che non ci hanno dato perché prematuro”.

Quel progetto prevedeva la realizzazione di un Family Park, ovvero di un’area adatta ai bambini da 0 a 12 anni. Ovviamente, ad oggi, non ve n’è alcuna traccia.

Anche Vincenzo Vecchio, capogruppo Api nel Municipio XII, era presente in quell’incontro e nelle successive tornate in Consiglio Municipale.

“Ci avevano detto che si stava lavorando per aprirlo al più presto, ma a tutt’oggi vediamo, senza voler fare polemiche perché l’amministazione delle cosa pubblica è complicata, in che condizioni si trova – fa notare Vecchio, che aggiunge - Non ci sono battaglie politiche da fare, ma di semplice buon senso, per risolvere i problemi dei tanti lavoratori e di un’area importante che, oggettivamente, è in stato di abbandono. Siamo disposti a collaborare, tutti insieme, per riaprire il Luna Park. Era fantastico arrivare all’Eur dalla Colombo e vedere quella ruota. E’ una di quelle perle del quartiere che vorremmo tornare a far risplendere”.

C’è anche chi, come il  consigliere regionale Fabio Nobile, anche lui in prima fila nella battaglia per la riapertura del parco, ha un grosso timore.

“Nel periodo in cui veniva annunciato, tra gli altri progetti faraonici di Alemanno, la realizzazione della F1 all’Eur, l’area del Luna Park era divenuta appetibile per realizzarvi strutture ricettive ed alberghiere.  Adesso che la storia dell F1 è finita, ho il timore che, se quella era l’intenzione, sia rimasto invariato il desiderio di speculazione. Dopotutto i guadagni prodotti da un tale investimento, sono esponenziali rispetto alla tenunta di un parco giochi, seppur moderno. In più se consideriamo che la società che ne ha la gestione, Cinecittà Holding, è la stessa che ha in progetto la realizzazione di grandi alberghi, di un’area commerciale e di un parcheggio per 6000 auto a Cinecittà, cosa che non ha alcun nesso con la realtà degli studios, il sospetto ti viene” commenta il consigliere regionale della Federazione della Sinistra che aggiunge “Non sappiamo cosa vorranno fare di quest’area. Per ora quello che ci hanno detto è che da una parte gli operatori vanno buttati fuori e dall’altra che un giorno la inaugureranno. Quello che è certo, finora, è che gli operatori stanno a spasso. Il resto è tutto un grande punto interrogativo”.
E gli operatori, che a centinaia popolavano il parco, cosa ne pensano di questa vicenda? Siamo andati a chiederlo a Saverio Pedrazzini, coordinatore dei giostrai del LUNEUR.
“Il problema era quello di dare corso al bando di gara – precisa subito Pedrazzini –che parlava di una riorganizzazione; di una riqualificazione utile a rendere il LUNEUR il parco di Roma Capitale. Per cui oggi, identificarlo con il “Family Park da zero a  12 anni” è riduttivo chiarisce il coordinatore dei giostrai.

“Al presidente Calzetta avevamo chiesto di farci conoscere quale fosse il futuro del parco giochi e, di conseguenza, il nostro futuro- che ricordiamo, è il destino di 150 famiglie di giostrai -In tal senso era stata anche presentata una mozione dai consiglieri (Contenta,Vecchio e Spadaro)proprio per chiarire questa situazione.
Inoltre – prosegue Pedrazzini - non si capisce perché le istituzioni come il sindaco ed il Ministero dell’Economia, soci di EUR SPA, non diano risposta a due interrogazioni parlamentari, una presente alla Camera e l’altra al Senato, mentre una terza mozione è stata presentata al Comune di Roma”.

“Per i giostrai il destino lo stesso che si è prospettato il 14 ottobre 2008. Noi continuiamo a chiedere al Sindaco ed al Ministro dell’Economia di avere una risposta e di avere un confronto anche per capire perché Roma oggi è priva del suo storico parco. Perché ancora non avviene quella riqualificazione che nel bando era prevista con 12 mln di euro. Mancini, a.d. di Eur Spa, non da risposte”.
“Ricordo –conclude con amarezza Saverio Pedrazzini - l’ultimo incontro che facemmo con lui, quando fu nominato nel 2008. Disse: ‘risolverò questo problema prima ancora di togliermi la giacca’. Non so, visto che era estate, se da allora abbia mai cambiato quella giacca”.

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