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Riserva di Decima Malafede, RomaNatura: "Nessuna autorizzazione al taglio". Ma il nulla osta già c'è

L'ente bolla come bufala la notizia del taglio degli alberi. "Al momento c'è solo una valutazione tecnica da parte degli uffici". Ecco i documenti firmati

Sono confermate le autorizzazioni rilasciate da Roma Natura all'esbosco di un'area presente nella riserva di Decima Malafede. Si tratta di un bosco che copre un'area di circa 27 ettari in località Castel Romano. Ad essere interessati al taglio saranno gli alberi distribuiti su una superficie di oltre 21 ettari.

La notizia, diffusa da Romatoday venerdì 9 febbraio, ha acceso i riflettori su una vicenda che è rapidamente diventata virale. Ai commenti sui social network, si sono associate le dichiarazioni dei politici che, approfittando della campagna elettorale in corso, hanno utilizzato facebook per condannare l'iniziativa di Roma Natura. Il presidente dell'Ente regionale, consapevole del polverone che stava montando, è intervenuto con un comunicato stampa.  

Roma Natura e la presunta bufala

"Per quanto riguarda la notizia del presunto taglio di 20 ettari di bosco nella Riserva Naturale di Decima Malafede, siamo di fronte all'ennesima bufala – ha commentato Maurizio Gubbiotti -  Nessun taglio di questo tipo è in corso ne è stato autorizzato. Al momento c'è solo una valutazione tecnica da parte degli uffici. Comunque l'attenzione come sempre è tale – ha aggiunto – che le prescrizioni per svolgimento sono rigidissime e completamente rispettose della salvaguardia della biodiversità dal punto di vista della flora e della fauna". Prescizioni che, evidentemente, riguardano il taglio degli alberi di Castel Romano.

Le autorizzazioni già rilasciate da Roma Natura

In merito alla mera "valutazione tecnica" va sottolineato che i due atti sono firmati dal direttore di Roma Natura, Danilo Casciani, e da un paio di dirigenti apicali. Si tratta esattamente di due nulla osta  rilasciati per l'esbosco e per l'utilizzo "in via sperimentale" di mezzi meccanici. Laddove invece Gubbiotti fa notare che "l'iter autorizzatorio, non ancora concluso è costantemente monitorato direttamente dal Parco" va fatto notare che, per quanto riguarda il suo ente, i pareri sono già stati rilasciati ed al netto di alcune prescrizioni sono favorevoli. L'iter autorizzatorio non è concluso solo perchè il richiedente  è tenuto ad ottenere il via libera anche dagli altri enti preposti, come il Comune e la Sovrintendenza.

Il nulla osta al taglio

Con un primo provvedimento l'ente presieduto da Gubbiotti ha rilasciato il nulla osta agli interventi selvicolturali che la società agricola Le Tenute Srl ha chiesto di compiere all’interno della Riserva. Le superfici nette interessate al taglio sono divise in due aree: la porzione nord per ettari 12,54 e la porzione Sud di ettari 8,69. La superficie boschiva autorizzata al taglio, come si evince anche nella tabella contenuta nel provvedimento, è di ettari 21,24.

L'utilizzo sperimentale dei mezzi meccanici

C'è poi un secondo provvedimento che arriva subito dopo la prima autorizzazione. L’azienda agricola ha infatti chiesto ed ottenuto da Roma Natura di poter utilizzare mezzi agricoli meccanici. Si tratta di una novità per questo tipo di operazioni tant’è vero che l’ente regionale presieduto da Maurizio Gubbiotti  accetta (anche in questo caso la firma è di Casciani) la richiesta indicando però alcune prescrizioni. Dal momento che “l’ente intende procedere ad una sperimentazione per valutare la possibilità dell’utilizzo di mezzi meccanici durante le operazioni di esbosco” viene concesso anche questo secondo nulla osta. L'uso di mezzi meccanici di medie dimensioni "caratterizzati da trattori gommati agricoli versione forestale con gabbie montate frontalmente,” è quindi autorizzato. Tuttavia l’utilizzo del trattore cingolato, poiché è concesso in via sperimentale, sarà soggetto ad accertamenti da parte del personale tecnico dell’Ente che dovrà quindi verificare se saranno prodotti danni irreversibili alla struttura del suolo. In tal caso, l’esbosco meccanico verrà immediatamente fermato.

Destinato a fare legna

Sentito da Romatoday il presidente Maurizio Gubbiotti ha ribadito che "non è in atto alcun taglio" cosa peraltro mai scritta dalla nostra testata. Inoltre ha specificato che "la superficie interessata è quella di un bosco ceduo, destinato quindi a fare legna. Le prescrizioni che i nostri uffici, in piena autonomia rispetto a me, hanno espresso sono tali da garantire un corretto svolgimento delle operazioni. Si tratta quindi di una pratica agricola che non lascerà il bosco come un tavolo da biliardo ma che avviene sotto controllo". Inoltre, ha osservato Gubbiotti, "sui semila ettari della riserva, non è possibile mantenere una tutela integrale". A farne le spese saranno gli alberi del bosco per i quali Roma Natura ha concesso il nulla osta al taglio.

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Commenti (8)

  • Quello che sconcerta me che di mestiere faccio il Dottore Forestale non è tanto il definitivo addio ai rapaci nello scrigno di biodiversità rappresentato dalla Riserva di Decima Malafede (che naturalmente non si verificherà), quanto il tentativo di scongiurare il normalissimo taglio di un ceduo che, da quello che leggo, è stato regolarmente autorizzato dagli Enti preposti alla verifica. Ancora una volta l’intransigenza eco-talebana tuona contro un taglio boschivo responsabile, secondo quanto riportato nell’articolo, di depauperare il patrimonio ambientale e paesaggistico. Ancora una volta si cerca di far passare l’idea, totalmente errata, che i tagli di utilizzazione boschiva siano responsabili di chissà quale distruzione e degrado. Il tentativo è ancora una volta quello di criminalizzare la Selvicoltura, una pratica millenaria che al pari dell’Agronomia si fonda su conoscenze che hanno accompagnato l’umanità nel suo cammino verso la civiltà. Scienza, non chiacchiere. Ecco perché credo sia necessario ancora una volta ricordare quanto stabilito dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 14/1996 (di cui faceva parte, tra gli altri, anche l’eminente giurista Gustavo Zagrebelsky) che ha chiarito che gli interventi di utilizzazione boschiva sono da considerare a tutti gli effetti “tagli colturali” in grado di tutelare l’ambiente assicurando la perpetuazione della risorsa forestale ed il complesso delle funzioni ad essa associate. Attualmente invece gli esempi delle conseguenze negative dell’abbandono colturale dei boschi sono purtroppo molte. Se, per esempio, gli amici del WWF avessero consentito la prosecuzione delle attività selvicolturali entro il bosco di Palo Laziale, da loro per un periodo (meno male) relativamente breve trasformato in un oasi, non si sarebbe arrivati alla sua quasi distruzione.

  • Egregi Signori, premetto che chi scrive rappresenta la principale Associazione Agricola Ambientale degli Agricoltori della Riserva Naturale della Marcigliana, analoga a Decima, associazione che ha nel proprio DNA la conservazione e la tutela del paesaggio. Non riusciamo perciò a comprendere pienamente la logica della posizione della Vostra Testata sul taglio del bosco a Decima. Sapete bene che le Riserve Nautrali del Comune di Roma sono costiutite per lo più su aree private e non sono parchi pubblici. Non potete non essere al corrente anche che le attività agricole sono tutelate e favorite dall’Ente Regionale Roma Natura perchè è quello che impone la legge nazionale e la 29/97 Lazio, in quanto l’agricoltura è riconosciuta quale presidio al mantenimento del paesaggio e dell’ambiente. Non si può, infine, contestare che un intervento silvio-culturale, se conforme alla norme nazionali e regionali, in un area privata, come quella in discussione, è perfettamente legittimo anzi favorito dalle nostre leggi in quanto è forma di corretta gestione ambientale. Non per niente gli Studi di Flora, Vegetazione ed Ecologia del Paesaggio a suo tempo pubblicati dall’Autorità Pubblica in relazione alle Riserve Naturali costituite con la L.R. Lazio 29/97 dichiarano che sia “molto importante conservare il tipo di pratiche agricole presenti, tipiche della Campagna Romana, che poco differiscono dalle pratiche tradizionali. In questo modo viene preservato l’equilibrio, raggiunto nel corso dei secoli, tra l’uomo, animali domestici ed animali selvatici”. Quindi ci si chiede: dov’è la polemica consapevole ed in buona fede se l’Ente Roma Natura autorizza, come è obbligata a fare, il taglio di un bosco a “fine turno” in un’area privata in coerenza con le leggi e con gli stessi obiettivi della riserva naturale di competenza? Mi farebbe piacere un commento apolitico sul tema. Cesare Ferrari

    • Non si capisce tanto bene

  • Mi auguro solo che non ci sia lo zampino di qualche palazzinaro per far convertire la destinazione d'uso del terreno in edificabile, magari anche fra qualche anno.

  • Anche nella pineta di castelfusano non stavano facendo nulla di male secondo il direttore dell'ufficio tecnico del X municipio. Poi l'hanno condannato per associazione mafiosa e nella riserva hanno tirato fuori un centro turistico per 5000 persone..

  • Gubbiotti o non sa cosa fanno.i suoi o mente spudoratamente. Non.saprei cosa è peggio. Dice che è in corso la valutazione,quando sono stati rilasciati i nulla osta... Ennesima cavolata della regione dopo l'autorizzazione dei 2 impianti della solfarata e valleranello

  • Ma se vi tagliassimo le palle non sarebbe meglio.

  • Gubbiotti ci ricasca...dopo aver negato tutto il negabile su Capocotta, dove il taglio era in corso ed essersi rimangiato tutto dopo l'intervento della stampa, anche stavolta fa lo stesso nega che Romanatura abbia rilasciato i nulla osta, peccato che esistano....un consiglio: cambiatelo perchè non all'altezza

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