Lo avevamo anticipato. Senza esserne facili profeti, a leggere tra le righe di una lettera inoltrata dal Presidente dell’Università Popolare della Terza Età, ai suoi soci, c’era da aspettarselo.
“La nostra preoccupazione è che i giorni scorrano – scriveva Francesco Florenzano - per un rimpallo di responsabilità e per veti ed interessi incrociati che di fatto allontanano nel tempo la soluzione” scriveva Florenzano senza citare direttamente la Provincia. Ma era chiaro che fosse lì, a Palazzo Valentini, che la partita si sarebbe giocata.
“In seguito all’approvazione da parte del Consiglio del Municipio Roma XII di una Mozione con la quale è stata recepita la richiesta dell’UPTER di assicurare il proseguimento dell’attività sociale sul territorio, sono stati individuati dei locali, attualmente inutilizzati, presso la sede succursale del Liceo Plauto in Via Salvatore Lorizzo a Spinaceto. A tal fine è stata convocata una riunione per il prossimo Giovedì 22 Marzo – fanno sapere, in un comunicato inoltrato nel pomeriggio di lunedì 19, i consiglieri Pdl Pollak, Alleori, Massaro ed il presidente del Consiglio Municipale Marco Cacciotti –ma apprendiamo che la Provincia di Roma, che ha competenza sui Licei, ha comunicato di non partecipare”.
Un duro colpo, per quanti ritenevano essersi risolta la questione. A partire dagli oltre trecento iscritti, ancora senza aule.
“La presenza al tavolo della Provincia è fondamentale per dare una risposta al problema - dichiarano i quattro consiglieri Pdl - e pertanto vogliamo capire se da parte dell’Assessore provinciale alla Scuola Stella ci sia disponibilità alla soluzione del problema visto e considerato che il Municipio ha individuato un’ ipotesi assolutamente percorribile con la quale da un parte si viene incontro alle esigenze dell’Università popolare e dall’altra si favorisce l’utilizzo di locali scolastici che diversamente resterebbero completamente vuoti”.
Scartata l’ipotesi della ex Mameli, di cui il Municipio aveva diretta competenza, la pista che portava alla succursale del Plauto, non sembra più troppo percorribile.
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Quale altra soluzione verrà prospettata a trecento residenti che, avendo , da mesi non riescono più a frequentarli?



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