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Spinaceto: il cantiere abbandonato e pericoloso del Punto Verde Qualità

Il cantiere del Punto Verde Qualità, bruscamente interrotto, è alla mercè di tutti. Tra tondini arrugginiti, un fossato di 6 metri, ed il cancello perennemente spalancato, è diventato estremamente pericoloso

C’era una volta. Questo è l’incipit classico delle fiabe che si narrano ai bambini. Un modo come un altro per incominciare a raccontare una storia che, inevitabilmente, presenta un lieto fine, ben espresso dalla formula “e vissero tutti felici e contenti”.

C'era una volta il Punto Verde Qualità. Nella vicenda che andiamo a denunciare, tuttavia, se possiamo incominciare utilizzando la perifrasi introduttiva, per antonomasia, del mondo fiabesco, non possiamo ricorrere alla chiosa classica con cui, si diceva, vengono concluse le favole. Di conseguenza, “c’era una volta il Punto Verde Qualità  Spinaceto Sud” di via Mezzocammino. Un progetto ambizioso, finito nelle mani della Maspen Sport Center s.r.l. che, dall’altro dei suoi 10mila euro di capitale sociale, ma forte di prestiti garantiti dal Comune per oltre 15milioni, voleva realizzare un centro commerciale, con piscina, centro fitness, campo da minigolf e quant’altro. Finchè un giorno, il sogno si spezza e finiscono tutti in prigione. Questo, se dovessimo raccontarlo ad un bambino, potrebbe essere la versione semplificata della storia.

Un cantiere alla mercè di tutti. “E vissero tutti felici e contenti?” chiederebbe, ingenuo, il fanciullo. Beh, non proprio. A giudicare dallo stato in cui versa il cantiere, i residenti, non dovrebbero essere particolarmente soddisfatti. Soprattutto, poi, se questi residenti erano abituati a frequentare il parco, con relativa prole, piuttosto che con l’amico a quattro zampe. Adesso, quel cantiere, è diventato un simbolo. Con tondini di ferro, presto arrugginiti, che si arrampicano prepotentemente da suolo. Con un crepaccio di oltre sei metri nel quale è facile cadere, fratturandosi, nella migliore delle ipotesi, ogni  vertebra del proprio corpo. E con una cancello perennemente spalancato, quasi ad invitare, il malcapitato residente, ad entrare. Oltrepassando la barriera inutile in cemento armato che, aperta nel centro, può impedire il passaggio solo di un autotreno.

Nessuno è felice e contento. In definitiva, no. Nessuno è “felice e contento” di quella situazione. A partire dai residenti per finire con l’amministrazione municipale. Che, se non è giuridicamente responsabile di quanto accaduto, lo diverrà nel caso in cui, un bambino, un adulto, un cane, o chiunque altro, spinto dalla curiosità, varcherà il cancello spalancato.  E nel farlo precipiterà nel baratro che immediatamente vi si affaccia. Un abisso, di notte impossibile da individuare, che ben ricorda, ai residenti, la vanità di un progetto costruito sulla sabbia. E che, nonostante le inascoltate denunce di associazioni e comitati, è stato ugualmente avvallato, supportato ed infine finanziato.

Necessaria ed urgente la messa in sicurezza. Un monumento allo spreco, alla deturpazione del verde, alla dilapidazione del bene comune. E, speriamo sinceramente, ci si fermi a questo, mettendolo rapidamente in sicurezza. Prima di costringerci a commentare un episodio disgraziato che, ancora, si può e si deve evitare.
 

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