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Tor de' Cenci, tragedia nel campo nomadi: morto un bimbo

Il bambino di quasi un anno è morto folgorato da una scarica di corrente elettrica mentre giocava con una pallina. È successo nel campo nomadi di Tor De Cenci

Il campo nomadi River di Tor De' Cenci

Un bimbo rom di quasi un anno è morto dopo essere stato folgorato da una scarica di corrente elettrica, nel campo nomadi di Tor De Cenci. Il piccolo giocava con una pallina quando è rimasto vittima di una scossa elettrica, poi è stato soccorso e trasportato all'ospedale Sant'Eugenio, dove è stato constata la morte.

LA DINAMICA - E' morto mentre giocava come tutti i bimbi piccoli: gattonava inseguendo una pallina colorata. Una palla finita accanto a un frigorifero, la cui dispersione elettrica è stata raccolta dalla piastra di metallo su cui si trovava in quel momento il bambino, che è rimasto folgorato. Così ad appena un anno è morto George, un bimbo rom kosovaro, in uno dei campi storici della capitale, quello di Tor de' Cenci, un grumo di baracche e container, spazzatura e vite accatastate lungo uno delle strade più pericolose d'Italia, la Pontina. Il bimbo si trovava con la nonna in un container e la tragedia é avvenuta sotto gli occhi della donna che ha subito chiamato gli aiuti: il piccolo è stato soccorso e portato all'ospedale Sant'Eugenio dove però i medici hanno potuto solo constatare il decesso. Una morte assurda. Ancora di più se si pensa che George viveva con i suoi genitori - la madre ha 21 anni, il padre 30 -, in un campo autorizzato, il River. E proprio per rendere la loro abitazione più accogliente e vivibile per il piccolo la coppia stava facendo dei lavori e aveva affidato il bimbo alla nonna. Ora i due giovani genitori piangono davanti all'ospedale. Quasi increduli. Nessuno forse si era mai curato di quel frigorifero, nessuno poteva pensare che fosse così pericoloso per un bimbo curioso e vivace. In un primo momento si era pensato che fosse stato un filo elettrico scoperto ad aver causato la tragedia, poi è emersa l'ipotesi della piastra di metallo. Ci vorranno ulteriori accertamenti per capire cosa sia successo. Nel container il salvavita era installato, ma non attivo, secondo quanto accertato finora.

L'IRA DEI NOMADI - "Era il loro unico figlio", piange disperato un amico della coppia che con altri nomadi di Tor dé Cenci si è radunato davanti all'ospedale. Nel campo rabbia e rassegnazione. "Noi non vogliamo vivere così, noi vogliamo campi attrezzati e vivibili. Qui siamo aumentati, ora siamo in 400, e anche se le condizioni igieniche sono migliorate le case sono insicure", dicono i nomadi che piangono il bimbo. All'interno dell'insediamento, uno di quelli 'tollerati' ma non autorizzati, secondo il Comune, che esiste da 15 anni, vivono per la maggior parte nomadi di origine bosniaca. E' un campo che nel piano del Campidoglio dovrà essere trasferito ma già in passato i residenti hanno rifiutato lo spostamento presso l'insediamento, molto più grande, di Castel Romano. "Lì non vogliamo andare - hanno detto - perché ci sono già 800 persone, che vivono anche peggio di noi, sono troppi e rischieremmo di non andare d'accordo. Ci mandino in un campo attrezzato e vivibile". E scoppia nuovamente a polemica sui campi nomadi. L'opposizione invoca "sicurezza" e parla di fallimento della giunta Alemanno, che non ha ancora realizzato il piano nomadi. La replica del vicesindaco e assessore alle politiche sociali Sveva Belviso: "Il piano del comune va avanti e prevede solo campi autorizzati, attrezzati e sicuri. Tor dé Cenci chiuderà entro l'anno. Li sposteremo assieme ad altri a La Barbuta. I lavori lì hanno rallentato perché abbiamo trovato dei rifiuti tossici e stiamo bonificando". Sulla morte di George sta indagando la polizia che in queste ore sta eseguendo un sopralluogo nel campo nomadi dove è accaduta la tragedia.

(Fonte Ansa)

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