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Regione e Comune non trovano l'accordo: ancora niente gabbie. E i cinghiali restano a piede libero

Telenarcosi a Roma Nord e gabbie a Roma Sud. Le soluzioni per affrontare l'emergenza cinghiali ci sono, le firme invece ancora no

L'emergenza cinghiali ormai è conclamata come del resto è altrettanto evidente l'incapacità dell'amministrazione di gestirne la presenza. Nel rimpallo generale di competenze, gli ungulati prosperano ad ogni latitudine della Capitale. E stando alle aggressioni che nel corso dell'estate sono state segnalate, si sta determinando anche un problema di pubblica sicurezza.

L'invasione a Roma Sud

Il tema è stato affrontato anche in una seduta di consiglio svoltasi nel IX Municipio il 27 settembre. E' lì infatti, nella periferia meridionale della città, che si registra la situazione più complicata. Tra Spinaceto e Mostacciano si aggira da ormai molti mesi un branco di cinghiali Sus scrofa majori. Appartengono alla cosiddetta razza maremmana e quindi più piccoli di quelli, importati in Italia per scopi venatori, che scorrazzano a Roma Nord. Nonostante le dimensioni, la convivenza con l'uomo a Spinaceto si è fatta complessa. Ed i cittadini, spaventati, hanno chiesto l'intervento di tutte le istituzioni, a partire da quelle locali.

Durante il consiglio svoltosi in Municipio IX, l'opposizione ha presentato una proposta con la quale si chiedeva alla Sindaca, come previsto nel testo unico degli enti locali di assumere l'iniziativa  prendendo provvedimenti urgenti. "Senza un'apposita ordinanza sindacale si persa un'occasione importante per intervenire rapidamente – ha obiettato il consigliere democratico Manuel Gagliardi – ora, se sciaguratamente dovesse verificarsi un nuovo attacco, saranno i cinque stelle a doversene assumere la responsabilità".

La firma del protocollo

La questione è appesa ad un filo. Anzi, ad una firma. Quella che serve per mettere d'accordo Comune, Città Metropolitana e Regione sulle misure da adottare. "La responsabilità è della Regione Lazio" continuano intanto a ripetere come un matra i pentastellati. Ma da solo, l'ente governato da Zingaretti, non sembra in grado di gestire l'invasione. Da qui l'esigenza di stringere un accordo.

I tavoli tecnici

"Il Dipartimento ambiente di Roma Capitale, nel febbraio del 2017, ha deciso di farsi parte attiva convocando ad un tavolo tra gli enti e le realtà che potevano avere competenze specifiche, dall'Ispra ai Carabinieri della Forestale – racconta Marco Antonini, assessore all'ambiente del Municipio IX – da allora si sono svolte numerose riunioni e recentemente la Prefettura ha convocato lo stesso tavolo tecnico. Ora c'è un protocollo, già firmato da Comune e Città Metropolitana. Serve però la firma della Regione in modo che possa delegare la Polizia Provinciale ad intervenire". 

Le opzioni sul piatto

Le opzioni sul piatto sono almeno un paio. La telenarcosi e, laddove non sia possibile ricorrervi, si dovrà provvedere con la cattura mediante il posizionamento gabbie. Quest'ultima opzione dovrebbe essere quella scelta per i cinghiali di Spinaceto. Manca tuttavia certezza sulle date. E soprattutto mancano tutte le firme necessarie ad un protocollo che, viste anche le recenti aggressioni, è diventato ormai urgente.  

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