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Punti Verde Qualità e impianti sportivi comunali: “si rischia la svendita”

Una mozione approvata in Campidoglio prevede la possibilità di rivendicare il diritto di proprietà sugli impianti sportivi. Se applicata ai Punti Verde Qualità "400 ettari di verde comunale potrebbero passare ai privati senza il pagamento di un corrispettivo"

Il rapporto tra il pubblico ed il privato, in materia d’impiantistica sportiva, potrebbe subire una profonda trasformazione. In Campidoglio è infatti passata con i voti di maggioranza ed opposizione una mozione che apre nuovi scenari. Si parla nel documento approvato di una “trasformazione del rapporto di concessione in diritto di superficie” della “rinegoziazione dei mutui, con un allungamento dei termini e conseguente riduzione della rata annuale” ma anche di  “moratoria biennale del mutuo e della  possibilità di alienazione del bene , ovvero di rivendicarne il  diritto di proprietà” . Tutte queste  “sono le ipotesi di intervento contenute nella mozione per il sostegno e il rilancio dell’impiantistica sportiva comunale”  spiega attraverso un’agenzia la la Presidente della Commissione Capitolina Sport Svetlana Celli, stessa prima firmataria della mozione.

IL RISCHIO - C’è chi però in quest’operazione ha intravisto un rischio. “Se il Campidoglio dovesse seguire questo atto di indirizzo approvato questa settimana dall’assemblea capitolina – ci spiega Federico Siracusa –  circa 400 ettari di aree verdi comunali dei Punti Verde Qualità e numerosissimi impianti sportivi comunali potrebbero passare di mano dal pubblico al privato. Si tratta di un atto gravissimo che aprirebbe la porta alla dismissione di tutta l’impiantistica sportiva comunale e di immense aree verdi non edificate ai privati  - osserva l’ex Vice Presidente del Consiglio Municipale – tutto questo senza prevedere il  pagamento di alcun corrispettivo, con grave danno per le finanze già disastrate del Comune di Roma” .

PRESTITI E PUNTI VERDE QUALITA' - Finanze disastrate che potrebbero però subire un ulteriore dissesto. “Nel corso degli ultimi dieci anni il Comune di Roma ha concesso garanzie per ben 600.000.000 di euro al Credito Cooperativo di Roma ed all’Istituto del Credito Sportivo per i finanziamenti elargiti ai Concessionari dei Punti Verde Qualità per la realizzazione di impianti sportivi, oltre che di strutture ludiche e commerciali, su aree verdi pubbliche del Comune di Roma”. Una cifra stratosferica,  per investimenti che in parte si sono rivelati dei boomerang.  “Attualmente  - prosegue Siracusa - si stima che la falla finanziaria del Comune di Roma, per i debiti insoluti dei concessionari dei Punti Verde Qualità e garantiti dal Comune di Roma, ammonti a 80 milioni di euro, ai quali si aggiungono gli 11,5 milioni di euro che il Comune di Roma ha già dovuto pagare per ripianare i debiti di due Punti Verde Qualità: il Maximo della Bufalotta ed il Vigor Perconti di Colli Aniene”.

LE FIDEIUSSIONI DEL COMUNE - Il timore di non poter far fronte ad eventuali altri debiti insoluti da parte dei concessionari, potrebbe essere alla base della mozione votata in maniera bipartisan.  “Le motivazioni ufficiali sottostanti questa decisione – ricorda Siracusa – sarebbero le fideiussioni che il Comune di Roma ha rilasciato per la realizzazione dei Punti Verde Qualità e della relativa impiantistica sportiva, con le quali il Comune di Roma si è impegnato a rispondere delle obbligazioni assunte dai concessionari in caso di inadempimento”.

VERDE PUBBLICO E IMPEGNI FIDEIUSSORI - Considerando che i concessionari dei Punti Verde Qualità, sui quali spesso insistono impianti sportivi, sono 62 e che, come ricordava Siracusa, ci sono “circa 400 ettari di verde pubblico che potrebbero passare in mano ai privati”,  sembrerebbe stravolgersi tutta l’architettura alla base del meccanismo dei Punti Verde: il Comune manteneva la proprietà di aree che concedeva di utilizzare ad un privato per 33 anni, facendosi peraltro garante al 95% per i finanziamenti ottenuti attraverso le banche. “Gli interventi previsti nella mozione produrranno entrate per il Comune, che incasserà il canone per il diritto di superficie o il controvalore di un'eventuale alienazione – commentava la mozione approvata la Presidente della Commissione Sport Capitolina, aggiungendo che - In più il Bilancio Comunale sarebbe alleggerito dagli impegni fideiussori nei confronti degli Istituti di Credito”. Il rischio, nell’ipotesi che la mozione possa riguardare anche gli impianti sportivi presenti nei Punti Verde Qualità, è che l’alleggerimento non sia soltanto verso gli istituti di credito, ma che possa riguardare anche fette consistenti del verde pubblico.

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Commenti (2)

  • La Presidente Commissione Capitolina allo sport puo' solo dimettersi dopo l' invenzione della rivendicazione del diritto di proprieta' dei concessionari Semplicemente INCAPACI a gestire il bene comune, cosa fanno? REGALANO ai privati cioe' che appartiene al patrimonio pubblico, di per se' inalienabile. Intervenga la CortedeiConti !

  • Aggiungerei che, oltre al danno, la beffa! Nel caso citato del Vigor Perconti il Comune ha saldato il debito ed il privato concessionario continua ad incassare le rette degli iscritti...qualcosa non torna....

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