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Parchi e riserve, cresce il pressing sulla Regione. Anche le aziende agricole vogliono i "Piani d'Assetto"

Da Veio a Decima Malafede, molte aziende agricole stanno sottoscrivendo un appello rivolto a Zingaretti. Si chiede di approvare Piani d'Assetto fermi da 20 anni: "In loro assenza diventano impossibili le più semplici migliorie"

Approvare i Piani di Assetto che sono fermi nei cassetti da molti anni, in alcuni casi addirittura da due decadi. E' questa la richiesta che, una rete di aziende agricole, piccoli imprenditori, proprietari terrieri e consorzi locali, ha indirizzato al presidente Nicola Zingaretti. L'appello, lanciato dal "forum ambientalista del Lazio", conta già decide di sottoscrizioni.

Il problema che queste realtà denunciano, va ricercato nelle pieghe della legge regionale (29/97) che ha istituito i Parchi e le Riserve. Nelle norme di salvaguardia di queste aree, viene imposto una sorta di "blocco temporaneo" di ogni iniziativa prevista nel loro perimetro, in attesa dell'approvazione dei singoli Piani. Approvazione che, con rarissime eccezioni, non è mai arrivata

Cos'è un Piano d'Assetto

Il Piano d'Assetto è una sorta di Piano Regolatore per le aree verdi. Si tratta quindi di uno strumento che ha la funzione di definire gli ambiti territoriali che sono obiettivo di tutela e valorizzazione. Al tempo stesso disciplina gli interventi che si possono realizzare all'interno del parco per il quale, questo strumento di programmazione, viene redatto.

Gli effetti di 20 anni d'immobilismo 

Le aziende agricole ed i comitati di Quartiere del parco di Veio, della Riserva di Decima Malafede e del parco di Bracciano e Martignano, lamentano tutte lo stesso problema. La mancanza dell'approvazione dei Piani di Assetto  "ha avuto un effetto devastante per la nostra economia". E questo perchè, si legge nella lettera aperta rivolta a Zingaretti, "ci ha condannati per oltre 20 anni all'immobilità ed all’impossibilità di apportare anche le più semplici migliorie ai nostri beni". Cosa che di fatto ha ripercussioni anche "sulla fruibilità di queste aree così importanti per chi abita nelle zone periurbane di Roma".

Una richiesta comune 

Non ci sono soltato le associazioni ecologiste ed isolati rappresentanti istituzionali a chiedere di approvare i Piani di Assetto. Ora lo stesso invito, alla Regione, viene rivolto anche da importanti realtà nel settore agricolo, da aziende biologiche, da consorzi privati. Nella lettera indirizzata a Nicola Zingaretti lamentano il fatto che, se non si sblocca la situazione, diventa "difficile il mantenimento delle nostre aziende e delle nostre attività e impedendo la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio e degli spazi aperti ricadenti nelle aree più pregiate della Regione Lazio". 

I Piani Approvati

Le bozze dei piani, in molti casi, sono già redatte. Eppure, nel corso delle ultime legislature, la Regione ha provveduto ad approvarne solo un paio. Uno si trova nel Municipio XI, ed è relativo alla Valle dei Casali. L'altro invece è quello, molto atteso, del Parco dell'Appia Antica. I cui benefici, in questo caso, possono essere goduti in un ampio perimetro che include anche la città di Marino

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