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Piano di zona Spinaceto, le case passano al Comune: stop agli sfratti per 10 famiglie

Dopo il via libera alla decadenza della convenzione, la trascrizione nel patrimonio di Roma Capitale

I 60 appartamenti di via Sante Bastiani 18, nel piano di zona Spinaceto, sono diventati parte del patrimonio del Comune di Roma. Quanto stabilito dall’Aula Giulio Cesare con il provvedimento di decadenza e risoluzione della convenzione, in base alla quale sono stati realizzati e affittati gli immobili del quartiere di edilizia agevolata nella periferia sud della Capitale, è stato ufficialmente trascritto il 27 marzo 2019. L’acquisizione dei beni è gratuita. Il cambio di proprietà blocca anche i dieci sfratti per morosità in programma per il prossimo 7 maggio. 

Per gli inquilini del piano di zona, si tratta dell’ultimo atto di una lunga vicenda partita nel 2012 con il sequestro preventivo degli immobili da parte della Guardia di finanza. Poi le indagini a carico degli ex membri del consiglio di amministrazione della cooperativa costruttrice, il Consorzio regionale cooperative edilizie Vesta, e di ex funzionari comunali, accusati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Nel frattempo, dopo il fallimento della cooperativa, gli immobili sono passati sotto la gestione di un commissario liquidatore.

Come raccontato più volte anche da Romatoday, i residenti hanno pagato per anni affitti più alti del dovuto in quanto dal prezzo finale richiesto agli inquilini non è stato sottratto il finanziamento regionale di circa 4 milioni di euro versato proprio per sostenere la finalità sociale di questi alloggi: permettere l’accesso ad una casa anche ai ceti più deboli dal punto di vista economico. La trascrizione definitiva di questi immobili al patrimonio comunale arriva a distanza di un anno e mezzo dall’annuncio di revoca della convenzione da parte dell’assessorato all’Urbanistica. Il procedimento, congelato nell’ottobre del 2018, si è concluso con il voto dell’Aula Giulio Cesare del 5 febbraio scorso. 

Il 23 gennaio scorso, giorno dell'approvazione in Giunta del provvedimento di revoca, l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori scriveva: "Con la decadenza della convenzione e la successiva riacquisizione degli immobili al patrimonio capitolino vogliamo tutelare le fondamentali esigenze abitative nei contrapposti interessi che si scontrano in questa vicenda dai profili a dir poco opachi. Intendiamo riaffermare che questi immobili sono stati realizzati con finanziamenti pubblici e concessione di diritti di superficie, in attuazione di politiche di interesse pubblico e in quanto tali devono essere sottratti a interessi speculativi".

“Finalmente, dopo tante battaglie, viene applicata la legge”, il commento di Angelo Fascetti di Asia Usb, sindacato che fin dall’inizio ha denunciato la situazione nei piani di zona della città. “E’ un fatto positivo, anche se registriamo un forte ritardo. Come sindacato ribadiamo che è necessario intervenire con le revoche per tutti quei quartieri che si trovano in situazioni simili. L’unica soluzione, per Asia Usb, è applicare la legge”. 

“Finalmente il provvedimento è arrivato”, il commento dell’avvocato Vincenzo Perticaro, che difende parte degli inquilini e denuncia da anni, al fianco di Asia Usb, la situazione dei piani di zona. “Sarebbe dovuto essere un passaggio automatico e invece anche la cosa più semplice diventa complicata quando si tratta di piani di zona. Spero che qualcuno possa definire con celerità tutti i danni che stanno subendo gli inquilini anche perché i giudici penali hanno già riconosciuto una potenziale responsabilità civile degli enti preposti al controllo, Comune e Regione, cosa che abbiamo chiesto anche per il caso di Spinaceto. Intanto Asia Usb e gli inquilini sono stati ammessi parte civile. L'udienza è fissata per il 5 giugno 2019”. 

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