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Città del Rugby di Spinaceto: sul monumento al degrado arriva la recinzione

Al via il ripristino della recinzione perimetrale del Punto Verde Qualità. Antonini (M5s): "E' pericoloso, perché hanno rubato tutto, comprese le chiusure dei pozzetti. Lo mettiamo in sicurezza"

La recinzione della Città del Rugby è un colabrodo. Accedere al Punto Verde Qualità di via Renzini è un compito anche troppo agevole. Lo sanno bene i ladri ed i vandali che, dopo il fallimento del concessionario, hanno potuto entrare ed uscire a proprio piacimento. Ovviamente, venuta meno qualsiasi barriera, l’area è divenuta accessibile a chiunque. Cani con i relativi proprietari. Studenti. Giornalisti. Semplici curiosi. Ognuno di loro, ha potuto constatare l’assoluta pericolosità del cantiere abbandonato. 

UN PASSO INDIETRO - Sono trascorsi tredici anni da quando l’allora Consiglio comunale inseriva una parte del parco di via Renzini, nell’ambito del programma dei Punti Verde Qualità. Con un’assegnazione diretta, l’area venne destinata ad un imprenditore approdato nel mondo dello sport capitolino. Si decise così di realizzare a Spinaceto “una Città del Rugby” in previsione di un rilancio della palla ovale che, a Roma, non si è mai realizzato. E d’altra parte neppure questa cittadella sportiva ha mai preso piede. Dell’impianto di pattinaggio, i campi di calcetto e calciotto, le foresterie, nulla è mai entrato in funzione. L’investimento previsto, in tutto 32 milioni di euro, si è rivelato un colossale fallimento.

UN'AREA PERICOLOSA - “Nel tempo – fa notare oggi l’assessore all’Ambiente Marco Antonini – l'abbandono e l'incuria hanno provocato il saccheggio di tutto ciò che poteva essere asportato, compresa parte della recinzione.  Ma l’area è vicinissima a tre scuole e costituisce un pericolo notevole a causa delle lamiere contorte, ma anche per il furto delle coperture dei pozzetti e per le mille altre ‘trappole’ disseminate su tutta la superficie: da qui la necessità di intervenire in tempi rapidi per la messa in sicurezza”.

UNA PRIORITA' - Un problema di cui è cosciente l’amministrazione municipale. “E' stato fin dall'inizio della legislatura uno dei punti su cui ho più pressato tutti gli uffici – spiega l'assessore Antonini – perché questi costosissimi cantieri abbandonati, oltre a costituire un monumento al degrado, sono vere e proprie trappole pericolosissime. Quindi, in attesa che le altre questioni pendenti sull'area vengano finalmente definite, siamo riusciti ad avviare la messa in sicurezza, a tutela soprattutto dell'incolumità dei numerosi ragazzi delle vicine scuole”. I lavori sono iniziati. Si è partiti dal lato di via Renzini – conclude Antonini – e complessivamente ci vorranno circa 50 giorni”.

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Commenti (2)

  • bravissimi dopo che hanno devastato tutto e rubato tutto quello che potevano rubare, adesso spendiamo altri soldi pubblici per chiudere "bene" il cantiere...che fenomeniii

    • Beh, allora è meglio lasciarlo così in attesa che ci si ammazzi qualcuno, no?

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