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Decima Malafede: alla Pisana si decide il futuro della riserva naturale

La giunta Zingaretti ha dato l’ok al Piano d’Assetto atteso dal 1997. Per la riqualificazione della riserva serve adesso il via libera dell’assemblea regionale. Antonini (M5s): "Si preannuncia una battaglia"

Con i suoi seimilacentoquarantacinque ettari è l’area verde più estesa che l’ente Roma Natura è chiamata a gestire. Ma ad oggi, 22 anni dopo la sua istituzione, la Riserva di Decima Malafede è ancora priva di Piano d’assetto. Forse però non ancora per molto.

Il via libera della Giunta Zingaretti

A metà novembre la Giunta Zingaretti ha rilanciato il tema. Per la riserva naturale, prezioso scrigno di biodiversità, si riaprono i giochi. La squadra di governo regionale ha infatti approvato lo strumento di pianificazione che consentirà, come già fatto per il parco dell’Appia Antica, di valorizzarne i confini. Il Piano d’assetto però deve passare in Assemblea regionale se vuole essere ratificato.

La battaglia per la valorizzazione

“Qualche ettaro è stato tagliato e le aree di ampliamento proposte non sono state accettate – ha commentato la notizia Marco Antonini, ex presidente del WWF Lazio ed attuale assessore del municipio dove ricade la riserva – L'iter purtroppo è ancora lungo e gli appetiti edificatori di chi vorrebbe sottrarvi dei pezzi si sono già scatenati. Ora però il Piano va portato in Commissione e solo successivamente potrà approdare in Consiglio. Si preannuncia una vera battaglia a cui – ha dichiarato il naturalista – non ho intenzione di sottrarmi”.

Un patrimonio da preservare

La Riserva di Decima Malafede, si sviluppa su una superficie che comprende la sugherata di Vallerano, un sito d’interesse comunitario, la foresta di Capocotta, salvata nel 2016 dall’intervento delle motoseghe. E poi l’area boscata di Macchiagrande di Trigoria, il sito della Solforata e la valle del Risaro, su cui pende il progetto di realizzazione d’una bretella autostradale. La bellezza paesaggistica della riserva, fa il paio con la ricchezza faunistica. Nell'area sono presenti mammiferi come cinghiali, daini, tassi, istrici, volpi, martore e recentemente è stata anche apprezzata la presenza di un lupo.

Le minacce pendenti

La valorizzazione della riserva di Decima Malafede, dopo un primo impulso avutosi nel 2002 grazie anche al contributo delle università romane, si è arenato. Le minacce che attraversano il suo territorio sono di vario genere. Si va dal taglio dei boschi cedui, alla costruzione di nuovi insediamenti urbanistici, fino alla citata realizzazione dell’infrastruttura autostradale. Lo strumento del Piano di Assetto, una sorta di piano regolatore per le aree verdi, contribuirà a definire le modalità di fruizione e di valorizzazione dell’area.

Gli obiettivi del Piano d'assetto

“La scelta metodologica e i contenuti del Piano della Riserva Naturale Decima Malafede sono orientati a dare un riconoscimento ai caratteri ambientali dell’area per conseguire un elevato livello di integrità ecologica” fanno sapere dalla Regione Lazio. E’ prevista anche una “perimetrazione definitiva della Riserva, nonché l’organizzazione generale del territorio dell’area naturale protetta e la sua articolazione in zone ed eventuali sottozone”. In sostanza bisognerà fissare le azioni necessarie per garantire la tutela e la fruizione delle aree, e dei beni, che impreziosiscono i 6145 ettari. La buona notizia è che l’iter, per la messa al punto del piano, dopo tanti anni  è finalmente ripartito.
 

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