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Spinaceto, i cassonetti in strada restano alla mercè di tutti. “Serve il porta a porta”

La presenza dei cassonetti a livello stradale in quartieri come Tor de' Cenci e Spinaceto incentiva fenomeni come quello del rovistaggio. Dal centrosinistra al centrodestra la soluzione è una sola: "Estendere il porta a porta"

Foto dalla pagina facebook del CcdQ Tor de' Cenci-Spinaceto

Domenica 29, una residente di Spinaceto ha postato una foto. Si vede una persona riversa su un marciapiede. Vicino a lei una carrozzina  piena di buste. E’ di quelle che, solitamente, usano i rovistatori. L’immagine, postata sulla pagina facebook del Comitato di Quartiere, ha alimentato una pletora di commenti.

L'ORDINANZA ANTI ROVISTAGGIO - “Vedere quella foto è stato agghiacciante – ha dichiarato il Presidente Santoro, raggiunto telefonicamente – e ne ho informato subito la prefettura ed il commissariato di zona. Purtroppo io non posso fare un’ordinanza anti-rovistaggio, perché non è nei miei poteri. Ma il problema qui è evidente e vale anche per Tor de’ Cenci”. Lo scatto fotografico, ritraendo di spalle la rovistatrice, non permette di valutarne con esattezza l’età. Sul sito del Comitato di Quartiere, chi l’ha postata, ha dichiarato che “quella che dorme per terra è una bambina”.

LA SCOLARIZZAZIONE - “Io prosegue Santoro  ho chiesto al commissario di impegnarsi perché vengano perseguiti penalmente quei  genitori che hanno la grave responsabilità di non mandare i bambini a scuola, per fargli invece svolgere questo genere di attività”. Maurizio Cuoci (FdI)  candidato di centrodestra alla Presidenza del Municipio IX, sottolinea come “senza una vera scolarizzazione si crea un cortocircuito. E’ chiaro però che chi non vuole rispettare le regole, chi non vuole integrarsi, se ne deve andare”.

I VESTITI USATI - Tra i cittadini di Spinaceto e Tor de’ Cenci che hanno commentato la fotografia sulla pagina facebook, c’è chi ha ricordato che, con l’eliminazione dei cassonetti gialli, i vestiti vengono gettati nell’indifferenziata. Un fattore d’attrazione per chi, vivendo in condizioni di povertà, si dedica al rovistaggio. “Io avevo proposto di mettere i cassonetti gialli, all’interno di spazi municipali, che fossero pertanto recintati e chiusi la sera – ricorda Santoro – sappiamo che sono stati eliminati perché chi li gestiva è finito nell’inchiesta di mafia capitale. Io però credo che rappresentino un servizio utile, di cui va migliorata la gestione”. In loro assenza, i vestiti continuano ad essere smaltiti nei cassonetti stradali.

TOGLIERE I CASSONETTI - “Bisogna assolutamente estendere il porta a porta – commenta Maurizio Cuoci – non vedo altra soluzione. Bisogna farlo con intelligenza, confrontandosi con i cittadini. Ma è chiaro che va fatto perchè è l'unica possibilità  per estirpare alla radice fenomeni come quello del rovistaggio”. La soluzione, è da anni invocata dai residenti di Spinaceto e Tor de’ Cenci, oltre che dal locale Comitato di Quartiere. “L’abbiamo chiesto più volte – sottolinea Andrea Santoro – e sia il presidente che il direttore generale di Ama hanno promesso, quando sono venuti qui, che entro il 2016 si sarebbe completato il piano di rimozione dei cassonetti. Per ora rimangono al loro posto anche se, come osserva  è pur vero che l'anno solare non si è ancora concluso”.  

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