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Stadio della Roma, comitati e urbanisti insorgono: "Perchè non ci avete ascoltato?"

Gli arresti e le indagini avviate sullo stadio, alimentano l'offensiva del tavolo della libera urbanistica e dei comitati contrari all'operazione: "Raggi spieghi ora la fretta"

L 'ex assessore capitolino Paolo Berdini e la consigliera epurata dai grillini Cristina Grancio, non sono stati gli unici a contestare l'operazione legata allo stadio della Roma. Sul fronte della mobilità come su quello dell'urbanistica, comitati, professionisti, ecologisti e semplici cittadini hanno ribadito le criticità del progetto previsto a Tor di Valle.

La variante urbanistica

Per realizzare il sogno del presidente giallorosso Pallotta e del costruttore Parnasi, sull'ansa del Tevere bisogna votare una variante urbanistica. Da Piano Regolatore infatti l'area è destinata a verde pubblico e campi sportivi. L'ultimo step, in un lunghissimo iter amministrativo, prevede le controdeduzioni da parte del Dipartimento Progettazione ed attuazione urbanistica ed un ultimo passaggio in aula Giulio Cesare. Ma prima del voto in Assemblea Capitolina, bisogna valutare le 31 osservazioni  critiche che sono state avanzate da cittadini e comitati nei confronti del progetto. Dal 12 giugno sono state inoltrate al dipartimento capitolino.  Ora "non perdiamo tempo" aveva chiosato la Sindaca, nel dare notizia di quest'ulteriore passaggio amministrativo. Dopotutto, come aveva ribadito, si tratta di realizzare  "un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell'ambiente". Uno #stadiofattobene che piace molto ai consiglieri penstastellati del Campidoglio. Nonostante le aspre critiche accumulate in tempi non sospetti.

Le critiche dei pendolari

Per i pendolari della Roma Lido, in questi mesi sono stati "Troppi pochi dubbi sulle conseguenze idrogeologiche e ambientali del progetto e sul traffico generato in tutto il quadrante e sui trasporti". Il vulnus della mobilità era stato più volte sottolineato, anche in relazione all'eliminazione del cosidetto Ponte di Traiano. Eppure "mentre gruppi organizzati, associazioni e comitati, in contemporanea a molti cittadini, mandavano al Dipartimento centinaia di dettagliate osservazioni e opposizioni al progetto – ha fatto notare il comitato di pendolari – ci  si dimentica di quanto scritto solo due anni fa nel programma del M5Sromano". La conclusione  del comitato di pendolari è drastica:  "La maggioranza capitolina si preoccupa di dare assicurazioni solo sulla parola d’ordine" che è quella di  "costruire". Un'obiezione tutt'altro che isolata.

Il tavolo degli esperti d'urbanistica

"I consiglieri comunali ci dovrebbero dire perchè non sono stati i 'portavoce' del tavolo degli esperti del M5S ed hanno in silenzio ubbidito ai diktat di quattro capi manipolo" va all'attacco Francesco Sanvitto, portavoce del Tavolo della libera urbanistica. L'architetto, oggetto di una "scomunica" arrivata addirittura da Beppe Grillo, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. "Forse cominceremo a capire il quadro delle collusioni. Pd e traditori del M5S cominciano ad apparire affiancati per vicende non molto edificanti: il sindaco Virginia Raggi ci dovrebbe spiegare il perchè di tanta fretta; Pietro Calabrese e Paolo Ferrara ci dovrebbero spiegare perche' si sono tanto adoperati per far credere che procedure farlocche fossero corrette".

Le obiezioni  inascoltate

Il fuoco di fila che mira al Campidoglio è ampio. Ci sono anche i Verdi che ricordano il dossier presentato nel 2014 "in cui segnalavamo gravi e numerosi vizi amministrativi" del progetto di Tor di Valle. "Ora riusciamo a farci un' idea del perchè tutti gli uffici coinvolti hanno sistematicamente ignorato le nostre critiche e quelle dei comitati di cittadini e delle associazioni ambientaliste". Non c'è però solo il Movimento Cinque stelle nell'ondata di arresti e d'indagati. Come fanno notare i Verdi Calcerano e Meli, questi provvedimenti "sono multipartisan". Ma colpisce "su tutti eppure " il nome dell'avvocato Lanzalone, mediatore dell'operazione Tor di Valle e poi fortemente voluto dalla Giunta Raggi ai vertici di Acea". Lo scriveva l'ex assessore Paolo Berdini nel suo libero "Roma, polvere di stelle". Lui, come la consigliere Grancio, ha pagato con l'isolamento. "Dov'è finità l'onestà?" provocano i Verdi. Una domanda che in queste ore, a prescindere dallo schieramento politico, si stanno ponendo in molti.

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