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Stadio della Roma, vecchio e nuovo progetto: l'interesse pubblico secondo Marino e Raggi

Per valutare quale dei progetti legati allo stadio della Roma, abbiamo messo a confronto le opere ed i relativi costi delle opere legate alla pubblica utilità. Ecco cosa ne emerge

Era meglio il progetto di Marino o quello partorito dalla Giunta Raggi? Lo stadio a trazione cinque stelle, al netto delle cubature tagliate, è davvero #unostadiofattobene? Per rispondere  a questi interrogativi può essere utile  snocciolare un po' di cifre. Quantificare, numeri alla mano, la portata delle operazioni legate al pubblico interesse. Per valutare, infine, l'intrinseca qualità dei due progetti.

IL QUADRO DI RIFERIMENTO - Com'è noto, il soggetto proponente ha la necessità di incrementare  le superfici che, da Piano Regolatore, sono destinate a verde pubblico e impianti sportivi (112mila metri quadrati). Per riuscirvi, deve inevitabilmente accettare le condizioni poste da Roma Capitale. Ovviamente, minori sono le cubature che si vogliono concedere, minori saranno le opere pubbliche da realizzare. Si parte allora dalla cifra complessiva: per la giunta Marino l'operazione va in porto con una spesa di 195milioni e 250mila euro. Per la squadra di governo a cinque stelle, la cifra è di 80 milioni. Queste sono le somme che Eurnova dovrà sborsare per realizzare le opere di compensazione legate al nuovo assetto urbanistico previsto a Tor di Valle. Una proporzione che sembra rispecchiare le cubature concesse. 

LA DELIBERA DI MARINO - Nel dettaglio la giunta Marino aveva chiesto 93,7milioni di euro per la viabilità d'innesco sulla Roma Fiumicino, ovvero per il ponte che doveva attraversare il Tevere e per le strade connesse. Quasi la metà delle opere di pubblico interesse era dunque legato a quest'infrastruttura che, il Movimento Cinque Stelle, ha invece cancellato. La seconda spesa più consistente, riguardava il prolungamento delle linea B da Magliana a Tor di Valle. Un'operazione da 50,4 milioni di euro. Per l'unificazione dell'Ostiense con la via del Mare venivano invece chiesti 38,6 milioni di euro. Sette milioni e mezzo sarebbero serviti per il ponte ciclopedonale che doveva raccordare lo stadio con la stazione ferroviaria di Magliana. Per la sistemazione idraulica del fosso del Vallerano, si puntava infine ad ottenere 5 milioni di euro.

LO STADIO FATTO BENE - La delibera sul pubblico interesse che la maggioranza a cinque stelle ha invece promosso, fa leva su opere e cifre differenti. L'importo per l'unificazione della via del Mare con l'Ostiense è rimasto sostanzialmente invariato (38,4 mln). Il ponte ciclopedonale di collegamento tra la stazione Magliana e lo stadio ha infatti un importo differente (10 mln) ma prevede anche la connessione con la rete di ciclabilità esistente, le aree di bike sharing, la realizzazione di un parco per le bici ed un generico ampliamento delle rete per la mobilità sostenibile. Gli investimenti sul fronte ciclopedonale non si esauriscono qui. La novità rispetto alla precedente amministrazione è la proposta di un Ponte ciclopedonale di collegamento tra la stazione di Tor di Valle  e l'area dello Stadio. Quest'opera dovrebbe costare al proponente 4,7 milioni di euro. A fronte del rischio idraulico connesso anche alla presenza del fosso del Vallerano, sono stati chiesti 12,4 milioni di euro. Un milione mezzo va infine per la sistemazione dell'area golenale. In più, rispetto alla delibera di Marino, ci sono fondi chiesti per la realizzazione del parco fluviale (34 ettari), per un sistema di videosorveglianza gestito a spese del proponente. Costo dell'operazione 10 milioni e 700mila euro.  Completano le richieste i 2,7 milioni con cui si realizzerebbe un attracco sul Tevere, anche in funziuone di futuri progetti di navigabilità del fiume.

CONTRIBUTI COSTI COSTRUZIONE - La novità del parco, non è del tutto originale. La precedente amministrazione capitolina aveva infatti contemplato quest'opzione, così come quella degli attracchi ed il sottopasso di via Dasti (Magliana). Opere di cui si faceva cenno ed alle quali però non veniva destinato un euro. Erano infatti menzionate tra le opere da realizzare con il contributo del costo di costruzione. Dunque non oneri strettamente legati alla Superficie utile lorda che genera il cosiddetto pubblico interesse. "Era come se l'amministrazione avesse dichiarato l'intenzione d'investire degli oneri ricavati da quelle edificazioni" spiegano dall'Osservatorio sullo stadio della Roma. Senza però indicarne le cifre. Sempre con la stessa modalità,(contributo costo di costruzione), la squadra di Raggi sembra aver inserito "il miglioramento dell'offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro" attraverso la sistemazione e l'acquisto di nuovi treni. Non è dunque un'opera di interesse pubblico che il proponente deve realizzare. Ma sono soldi che ci mette il Comune, dopo averli incamerati dal costruttore stesso. La cifra in questo caso è ipotizzata e dovrebbe attestarsi attorno ai 40 milioni di euro. Dall'analisi dei numeri, i due progetti mostrano di aver rispettato una la medesima proporzione tra fondi richiesti e cubature autorizzate. Per valutarne la bonta', occorre però stabilire se fossero più utili le opere proposte dal centrosinistra e cancellate dai cinque stelle (ad esempio il cosiddetto ponte di Traiano). Oppure le opere previste dai pentastellati e non considerate dalla precedente amministrazione (soprattutto gli investimenti sulla mobilità ciclabile). Valutazioni che, soltanto il tempo, sarà realmente in grado di fornire.
 

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