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Stadio della Roma, c'è chi dice ancora no: "E' la solita beffa per gli italiani"

Tutte le obiezioni avanzate dai detrattori

Nel solco delle prescrizioni, ma anche nelle pieghe degli esposti già depositati in Procura, c'è un universo eterogeneo. Ne fanno parte molte realtà, dai Verdi ai comitati cittadini, fino alle associazioni dei consumatori. Con le loro inevitabili differenze, da tempo stanno cercando di evidenziare i limiti dell'operazione che porterà a Tor di Valle i metri cubi legati al progetto "Stadio della Roma".

La sicurezza idraulica

C'è anche chi prova a fare dei distinguo. L'autorità Bacino del Tevere ha infatto sottolineato che "il proprio parere positivo, come chiarito e concordato in conferenza, resta sempre condizionato alla realizzazione di opere prioritari per la sciurezza". In altre parole è legato al fatto che vengano usati i 15 milioni previsti, per il nuovo assetto idraulico del Fosso del Vallerano e per gli altri initerventi di cui andranno a beneficiare anche Decima e Torrino. Soldi che comunque il committente ha stanziato e quindi, almeno da questo punto di vista, problemi non si dovrebbero avere.

Soldi pubblici per investimento privato

Non saranno invece messi dall'investitore privato, i soldi necessari per costruire l'ormai celebre "ponte di Traiano". Un motivo che ha scatenato una ridda di polemiche. Per Stefano Fassina, consigliere eletto con Sinistra per Roma " è immorale dare un centinaio di milioni di euro a Pallotta e Parnasi in una città allo stremo per la povertà dilagante, per i senza casa, per periferie abbandonate da decenni, per trasporti allo spasimo, per un ciclo dei rifiuti insostenibile" Secondo Fassina è la constatazione che "ancora una volta gli interessi più forti prevalgono sul bene comune di tutti i cittadini romani".  Primo Mastroianni, segretario Aduc punta l'indice verso la sindaca Raggi. Perchè con la diminuzione delle cubature, sono diminuiti anche gli investimenti privati per le opere pubbliche. "E chi pagherà per realizzarle – domanda Mastroianni – i contribuenti, al solito, attraverso fondi pubblici, nazionali e locali. Insomma, quella che appariva come un'operazione a totale costo dei privati si è rivelata la solita beffa per gli italiani".

La variante da votare e gli esposti in procura

Sul fronte ecologista, tanti i rilievi che sono stati mossi. Per i verdi Calcerano e Meli, l'operazione di Tor di Valle rappresenta "un passo avanti per gli investitori privati ed un passo indietro per la citta', che continua a sprofondare nelle sabbie mobili dell'urbanistica contrattata". I due portavoce dei Verdi romani,  dal momento che l'iter non è del tutto concluso, promettono battaglia.  "Manca ancora la variante al Piano Regolatore, sulla quale - incalzano Meli e Calcerano -  verranno presentate e sostenute tutte le possibili obiezioni al progetto". Tra l'altro, come ricordano i due "sulla vicenda è tuttora aperto un fascicolo presso la Procura regionale del Lazio della Corte dei Conti, che dovrà quanto prima far luce sull'eventuale danno erariale insito nell'opera".

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