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Enpaia: gli inquilini faranno causa per 65 milioni di euro

Ottenere un risarcimento danni per ogni singolo inquilino pari a 500.000 Euro, per un totale di 65 milioni di Euro e e avere il diritto di acquistare il rispettivo alloggio: ecco gli obiettivi della causa proposta e guidata da Asia/Usb

L'annuncio è chiaro e pesante: ottenere un risarcimento danni per ogni singolo inquilino pari a 500.000 Euro, per un totale di 65 milioni di Euro, e avere il diritto di acquistare il rispettivo alloggio come previsto e statuito del D.Lgs. 104/96. Senza mezzi termini e senza tanti giri di parole è stata presentata nella conferenza stampa di stamattina presso gli Uffici di USB la causa collettiva che gli inquilini avvieranno contro la Fondazione Enpaia (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in agricoltura). 

Le famiglie interessate da questa azione sono 130 e come precisa l'avvocato Vincenzo Perticaro l'atto non sarà unico per tutti ma riguarderà ogni singolo immobile: quello di Via deserto di Gobi, via Benedetto Croce, via Righelli via Grotta Perfetta, via Pian di Sco' e via Bonaiuto. "Si è arrivati a questo punto - specifica l'Avvocato Perticaro - perchè la politica ha solo eluso il problema, non ha mai voluto risolverlo, e non parlo solo del governo ma anche delle istituzioni regionali e capitoline. Questa azione è il segnale forte che vogliamo dare alle istituzioni e ad Enpaia, perché comprendano che i cittadini sono uniti in una resistenza consapevole e consolidata."
 
Il problema non riguarda solo Enpaia e i suoi inquilini ma tutti gli Enti/Casse previdenziali pubblici e privatizzati, Fondi immobiliari, fondi pensione e assicurativi e della Regione Lazio e in Italia interesserebbe circa 100mila famiglia di cui quasi 50 mila solo a Roma. I comitati contestano agli enti una gestione "iniqua, speculativa e tracotante del patrimonio immobiliare" che colpirebbe solo le famiglie, nonostante negli anni abbiano contribuito alla manutenzione e voalorizzazione di tali immobili. 
 
La denucia comunque, riguarda per ora solo il caso Enpaia; a partire dal 2010 un gran numero di inquilini si sono trovati in una situazione di impasse, una fase di contenzioso che ha determinato l'inizio di vari procedimenti legali e giudiziari per finita locazione intentati dall'Enpaia. Dopo il danno la beffa, gli inquilini che avrebbero il diritto di prelazione sugli immobili, sono stati messi alla porta grazie a richieste di rinnovo insostenibili.
 
Ad oggi dei 130 inquilini, 50 sono sotto ordinanze di rilascio immobile, e i comitati prevedono un incremento a breve termine, "visto l'atteggiamento intimidatorio ed incurante delle obiettive ragioni addotte dagli inquilini che - a tutela dei propri diritti - non hanno accettato le condizioni di rinnovo proposte a suo tempo". 
 
Il punto di non ritorno sembra oramai superato, la sensazione è di un muro contro muro, di un ente che non vuole 'perdere' il suo patrimonio e delle istituzioni assenti o girate di spalle, ed è proprio qui che l'idignazione da sfogo a presidi, proteste e scioperi della fame che sono arrivati all'estremo tentativo di resistenza: affidarsi ad una denuncia che potrebbe portare il contenzioso in tribunale. 

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