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Torrino Mezzocammino, deturpato il murale di Enea. Insorge l'artista: "Offesa la storia dei romani"

Le scritte apparse sulla grande opera disegnata da Diavù Vecchiato non suscitano solo le proteste dell'artista. Insorgono anche i cittadini mentre Prestipino (PD) annucia: "Presenterò esposto"

Foto di Patrizia Prestipino

E' stato deturpato il murale disegnato nel sottopasso di via Pechino. Un vandalo ha imbrattato l'opera, realizzata dallo street artist David Diavù Vecchiato. Lo ha fatto inserendo un messaggio, in lingua inglese, che dimostra la consapevolezza del gesto vandalico. Sul muro che rappresentava Enea e la sua famiglia, approdata a Roma dopo la distruzione di Troia, è infatti stato scritto "Stop all'immigrazione illegale. Fai l'Italia di nuovo grande". 

Il significato dell'opera

"Quella scritta oltre ad essere uno sputo sul quartiere e su ciò che io ho cercato di fare di bello per chi ci vive, è anche uno schiaffo al significato dell’opera stessa, dunque una risposta a me che mi sono permesso di avvicinare idealmente il profugo Enea a un immigrato arrivato in Italia anche lui dal mare ma con un barcone della speranza" ha commentato il gesto lo street artist Diavù.

La genesi del murale

La scelta del soggetto non è quindi stata casuale. Ma neppure quella della sede, al Torrino Mezzocammino, è stata affidata al caso. "Ho dipinto quel mural proprio là perché il quartiere guarda nella direzione dell’antica Lavinium, dove il mito racconta sia approdato Enea in fuga da Troia in fiamme, l’ho dipinto per il progetto GRAArt, da me ideato per M.U.Ro - Museo Urban di Roma con la consulenza storica della scrittrice Ilaria Beltramme". 

Gli occhi cancellati

Il vandalo però, incurante dell'attenzione che era stata dedicata all'opera d'arte, ha voluto deturparla cancellando anche gli occhi di Anchise e della bambina rappresentata. Un ulteriore sfregio, questa volta inconsapevole, perchè i modelli scelti per raffigurare i due soggetti, sono il papà e la figlia dell'artista.

La reazione dei residenti

Il gesto non è passato inosservato  "Purtroppo – ha commentato Francesco Aurea, presidente del Comitato di quartiere - è l'ennesimo segnale preoccupante di un'ignoranza becera e strisciante che porta a deturpare anche ciò che è bello". Da parte dei residenti, oltre al rammarico, èm stata anche espressa la richiesta di ripristinare il murale. Noi abitanti – ha fatto sapere il presidente del CdQ – ci mettiamo anche a disposizione per ripulire l'opera dalle scritte vandaliche".

La lettura politica

L'atto vandalico è stato stigmatizzato anche dall'onorevole Patrizia Prestipino, deputata PD eletta nel collegio uninomale che include anche il Torrino Mezzocammino."Quella frase va chiaramente  contro lo spirito dell’opera che vuole intendere Enea come un “profugo” di quel tempo che dalle coste dell’Asia Minore sbarcó su quelle italiche, proprio per fondare la gloriosa Roma". Secondo Presitpino "alla luce di quello che accade in Italia, non possiamo non collegare alla politiche anti-migranti adottate dal governo gialloverde, in particolare modo dal vice premier Salvini". Una convinzione che sembra appartenere anche all'artista.  

"Stai offendendo la storia di Roma e dei romani – ha dichiarato Daviù Vecchiato, rivolgendosi all'anonimo vandalo -  proprio come hanno fatto per decenni quel politicante a cui evidentemente ti ispiri e il suo partito, finché non si è trattato di venire a mangiarsela anche loro Roma. Allora hanno cambiato nemico tirando fuori le favole dell’immigrazione illegale e della grande Italia". 

Le due risposte 

Per rispondere al gesto, l'artista ha deciso di promuovere un apposito appuntamento all'interno del MURO Street Festival che si svolgerà al MACRO. "Domenica 9 giugno il Festival si espande con una data Off-Topic dove l’argomento non sarà Street Arte e Arte Pubblica ma proprio migrazioni e diritto di espatrio". Anche Prestipino ha deciso di non lasciar cadere nel vuoto l'iniziativa dell'ignoto vandalo.  "Da deputato di collegio – ha annunciato la parlamentare - presenterò un esposto al Comune, chiedendo che faccia cancellare subito quella scritta in odore di xenofobia e riconduca questo bellissimo graffito, che il quartiere ama, alla sua originaria e simbolica bellezza".

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