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Torrino, il progetto di riqualificazione è naufragato: i vandali si riprendono il casale

Dopo la rinuncia del secondo classificato, il destino del casale di viale Città d’Europa è tornato incerto. Ragucci (CdQ): “Porte e finestre, benchè sigillate, sono state divelte. E’ tornato alla mercè dei vandali”

Svastiche, scritte vandaliche e porte scardinate. Nuovi danni sono stati riportati nel casale di viale Città d’Europa. L’immobile, su cui le ultime due amministrazioni avevano provato a riaccendere i riflettori, torna a fare i conti con lo spettro del degrado.

La storia del casale

Non sono bastate neppure le assi inchiodate sulle porte, per proteggere l’interno dell’antico podere. La struttura è stata presa di mira dai vandali che, nel corso dell’ultima decade, hanno fatto precipitare il valore dell’immobile. “Era stato ristrutturato dal Consorzio Torrino Nord nei primi anni Novanta, come previsto dalla relativa convenzione urbanistica – ricorda Pietro Ragucci, presidente del Comitato di Quartiere Torrino Nord – poi, intorno al 2010, è stato consegnato al patrimonio capitolino”. E da allora è iniziato il calvario.

Dieci anni di atti vandalici

Il casale è stato frequentemente saccheggiato dai vandali. Sono state distrutte le tegole, infranti i vetri delle finestre, addirittura è stato creato un grosso foro sul tetto di quella che, un tempo, era la stalla. Per restituire dignità alla struttura e per assecondare le richieste dei residenti che ne rivendicavano la sistemazione, sono stati predisposti dei bandi. L’ultimo, ha avuto una vicenda piuttosto travagliata. E nonostante gli annunci trionfalistici del Movimento 5 stelle, non ha portato a nessuna miglioria.

Il veto del Piano Regolatore

Dopo il ritiro del primo classificato, ha rinunciato anche la capofila dell’associazione temporanea d’impresa che era arrivata seconda” ha ricordato Pietro Ragucci. Il progetto di riqualificazione che era stato presentato, non era in linea con quanto stabilito dal Piano Regolatore. L’ATI prevedeva di realizzare un punto di ristoro, dunque di un’attività commerciale.  “Purtroppo la scia tecnica che era stata presentata dall’Ati, si scontrava con la destinazione urbanistica dell’area.  L’articolo 85 del piano regolatore non consente d’installare un’attività commerciale in un’area verde” ha recentemente spiegato a Romatoday il Vicepresidente del Municipio IX Roberto De Novellis. Per dirimere la vicenda era necessario votare, in Assemblea capitolina, un’apposita variante. Ma in aula Giulio Cesare quest’iniziativa non è mai stata intrapresa. Ed il Casale è tornato ad essere una palestra per vandali.

La mancata sorveglianza

“Non sono state sufficienti neanche le tavole inchiodate su porte e finestre. Ora è davvero alla mercè di tutti – ha commentato il presidente del Comitato di Quartiere – e di questo passo i costi, già alti, per la sistemazione di quell’immobile, cresceranno ulteriormente. Per quanto ci riguarda, se non s’interviene, presenteremo un esposto alle autorità per la mancanza vigilanza del bene, che è di proprietà comunale. Siamo stanchi di aspettare”. La riqualificazione non parte. Ed i vandali festeggiano. 

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