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Torrino, Hobbyflora vicino all’addio: “Chiediamo solo un bando pubblico”

L'azienda vivaistica da 10 anni al Torrino rischia di chiudere definitivamente. Sorichetta (Hobbyflora): "Serve una variante urbanistica ed un bando. Ma il Municipio non ci ascolta"

ulla rotatoria che da via di Decima immette alla collina del Torrino Nord, sul perimetro che circoscrive Hobbyflora sono stati sistemati alcuni striscioni. Il vivaio, gestito dalla famiglia Sorichetta, rischio di chiudere. Una possibilità che, viene ricordato ai cittadini in transito su quella strada, mette a rischio 18 posti di lavoro.

Giuseppe Sorichetta, non è la prima volta che l’azienda vivaistica della sua versa in difficoltà. Già nel 2012 e nel 2015 sui cancelli sono stati apposti dei sigilli.

Sì è vero, per questioni superate. In alcuni casi attraverso l’assoluzione piena in altri grazie alla prescrizione. 

Tra le ragioni che avevano portato all’apposizione di quei sigilli, in passato, si era palesato anche il sospetto di alcuni abusi, giusto?

Sì perché ci era stata consegnata una porzione di terreno che apparteneva al  demanio ferroviario. Chi doveva controllare, in Comune, non l’aveva fatto e noi tutto potevamo immaginare tranne che, negli anni Trenta, in questo punto passasse una ferrovia. 

Ma l’assegnazione che riceveste nel 2010 è ancora effettiva?

L'assegnazione è stata oggetto di un lungo contenzioso. La vicenda legale è piuttosto ingarbugliata ma ciò che conta davvero è che noi qui abbiamo realizzato tutte le opere che ci erano richieste e, altra cosa importante, non siamo rimasti indietro del pagamento neppure di una sola mensilità.

Quali sono le opere che vi hanno richiesto?

Abbiamo realizzato una rampa ciclabile per consentire l'accesso alla collina retrostante. Ed abbiamo provveduto ad inserire nel vivaio un laghetto, un’aula didattica, i servizi sanitari, anche quelli per le persone con disabilità. Abbiamo in definitiva realizzato un parco aperto al pubblico, con tanto di sentieri. Di oneri, per apire la nostra attività, abbiamo versato circa 118mila euro.

Però adesso state chiudendo. Com'è capitato di pensare tante volte in passato. Perché ritenete che questa volta sia una chiusura definitiva?

Ad ottobre 2019 e poi nuovamente a novembre sono venuti i vigili a metterci i sigilli. Sono state firmate delle determine dirigenziali con cui è stata contestata la possibilità stessa di svolgere, in questo vivaio, un'attività commerciale. Ci siamo opposti, chiedendo ed ottenendo una sospensiva sia al Tar che al Consiglio di Stato. Ora però sono arrivate le sentenze di merito, l’ultima è di venerdì 10 gennaio.

E cosa prevede?

Tutte le sentenze danno torno al Comune che non poteva assegnare quest’area, in quanto qui non era prevista una destinazione commerciale. Ci aspettiamo quindi nuovi sigilli. E questo significherebbe mettere in ginocchio la nostra attività, con serie conseguenze per  le famiglie delle 18 persone che lavorano ad Hobbyflora.

Sugli striscioni appesi sulla recinzione del vivaio, si fa riferimento ad un bando che non viene fatto. Si spieghi meglio…

Noi chiediamo sia fatto un bando pubblico. Per quest’attività abbiamo speso tra i 200 ed i 300mila euro. Ed abbiamo ancora un mutuo da pagare, perché qui a differenza dei Punti Verde Qualità abbiamo sempre fornito garanzie personali. 

E quindi? 

Quindi bisogna fare una variante urbanistica per destinare quest’area al commercio. E poi va predisposto un bando in cui si precisa che, chi prende la gestione dell’area, si accolla anche gli anni restanti del mutuo.

E se vince un’altra azienda?

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E’ un’ipotesi che prendiamo serenamente in considerazione perché a noi interessa soprattutto chiudere senza arrivare al fallimento. Nel bando si potrebbe chiedere di mantenere gli attuali livelli occupazionali, cosa che permetterebbe a tante persone di non perdere il lavoro. Però il presidente del Municipio non ci ascolta, gli assessori quando ci vedono scappano. E noi non sappiamo più cosa fare.
 

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