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Spinaceto: trame agghiaccianti sulla vicenda dei Nocs

Sta emergendo un quadro a tinte fosche. Sullo sfondo, la morte di un agente dei Nocs, ucciso dal "fuoco amico" dei suoi colleghi, gli stessi che, in questi giorni, sono indagati per le sevizie su un altro giovane agente

Si tinge di giallo la vicenda legata alle sevizie nella caserma dei Nocs di Spinaceto. Le teste di cuoio responsabili delle sevizie denunciate da un agente, erano quasi tutti presenti nel corso di un’operazione, avvenuta nel 1997, finalizzata alla liberazione dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini. A renderlo noto è il quotidiano La Repubblica.

Fuoco Amico. In quell’occasione l’agente Samuele Donatoni rimase ucciso. Secondo la Corte d’Assise di Roma, il colpo fatale fu esploso non dal kalashnikov di uno dei rapinatori, bensì dal “fuoco amico”. Un colpo alla schiena, a bruciapelo. Secondo la ricostruzione di Repubblica, la banda del morso ed il comando del '97 erano composte dalle stesse persone. Tra queste anche l’agente, sadico autore delle fotografie che ritraevano le violenze sul collega. L'agente, che fu responsabile di una ricostruzione dei fatti giudicata falsa dall’ex dirigente Nicola Calipari, deceduto nel tentativo di liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.

Pestaggio. Altro agente presente, nel commando del 1997, era R. F. ritenuto un violento. Ritenuto responsabile del pestaggio in ospedale di un agente che aveva avuto il demerito di rimediare una coltellata, nel tentativo di sedare una lite in discoteca. Un fatto, evidentemente, che R. F. giudicava disonorevole per il corpo dei Nocs.
 

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Il medico. Nella lista nera compare anche il medico  G. M. che, per una serie di circostanze sempre più difficili da imputare al caso, era presente nel 1997. M., nel 2009, visitando l’agente seviziato che ha rilasciato la denuncia a Repubblica, rilasciò un referto in cui si dava l’agente guaribile in un giorno. Ma il poliziotto torturato, rivoltosi ad un altro medico, ottenne un referto ben diverso: 108 giorni di prognosi.

Discredito. Una storia triste, sconvolgente. Che lentamente sta venendo a galla e che getta un’ombra di discredito su quella caserma di Spinaceto, che doveva rappresentare un polo d’eccellenza per la Polizia italiana.

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