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Servizi sociali, attese infinite per il trasporto disabili: "Subiamo ritardi anche di un'ora"

La Consulta della disabilità del Municipio IX segnala il protrarsi di alcuni disservizi sul servizio di trasporto delle persone con disabilità. De Vitis: "Disagi continui che vanno a scapito di famiglie ed operatori"

Il pullman destinato alle persone con disabilità

L'infinita attesa di un mezzo di trasporto pubblico è un disagio che pochi, a Roma, hanno avuto la fortuna di non sperimentare. Il disservizio però diventa particolarmente gravoso quando a farne le spese sono le persone con disabilità intellettiva. Come accade, da qualche tempo, nella periferia romana.

Il trasporto nei centri diurni per disabili

"Le navette incaricate di trasportare le persone disabili da e per i centri diurni, da circa  un mese e mezzo fanno registrare ritardi che vanno dai 30 ai 60 minuti -  ha segnalato Rosaria De Vitis, vicepresidente della Consulta per la disabilità nel Municipio IX - si tratta di ritardi di cui non viene di talvolta non viene dato neppure il preavviso. Ma anche quando la comunicazione viene effettuata, arriva comunque in maniera estremamente tardiva".  I mezzi utilizzati, non trattandosi di garantire il trasporto scolastico, non sono quelli dati in gestione alla Roma Multiservizi. "Il servizio è affidato ad alcune cooperative che hanno vinto un appalto dai centri diurni. Questi ultimi sono invece pagati dalla Asl" ha chiarito Rosaria De Vitis.

Utenti particolarmente penalizzati

Il ritardo, nelle persone con disabilità intellettiva, finisce per avere conseguenze serie. "Le inefficienze creano destabilizzazione in persone dall'equilibrio spesso instabile, che hanno bisogno di punti fermi, di regolarità – ha sottolineato la vicepresidente della consulta municipale – Purtroppo in questo modo sono costretti a subire anche lo stress dei familiari che vedono accumularsi i ritardi nelle loro attività quotidiane".  

Operatori sociali e famigliari

I continui ritardi ingenerano quidi una sorta di effetto domino. Ne pagano le conseguenze gli utenti interessati dal servizio. Le famiglie che attendono la partenza e l'arrivo dei pullmini. Ed anche il personale che lavora nei centri diurni. "Purtroppo problemi si sono registrati anche al momento di andare a prendere le persone che frequentano queste strutture. Il risultato è che vengono penalizzati anche gli operatori che vi lavorano e che - ha fatto notare la vicepresidente della consulta per la disabilità del Municipio IX -  si trovano costretti a restare all'interno del centro diurno in attesa delle navette". 

Il trasporto verso i presidi sanitari 

Problemi nel garantire un regolare servizio alle persone con disabilità, nelle ultime settimane, erano già stati segnalati. Ad inizio ottobre infatti molti utenti hanno scoperto, anche in maniera casuale, che il 3570 non era più incaricato di  effettuare il trasporto delle persone con disabilità. Il servizio, in questo caso comunale, era stato dato in gestione alla Tundo spa che, con la propria flotta di pullmini ed automobili, era subentrata al "radio taxi". I disagi vissuti e le proteste hanno portato l'amministrazione, che inizialmente aveva negato il disservizio, a chiedere scusa agli utenti ed a tornare sui proprio passi

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