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Tor de’ Cenci: via del Risaro è nuovamente una discarica

Nonostante l'attenzione puntata sulla strada dove passerà la Bretella, sotto il ponticello di via del Risaro, continuano ad essere gettati via calcinacci, mobili e vecchi frigoriferi

Via del Risaro, fino a non molti anni fa, era soltanto una stradina sterrata, che divideva in due un lembo dell’agro romano.
Da una parte il fosso di Malafede, a segnare il confine con la tenuta del Presidente, dall’altra la vallata del Risaro dove, ancora quindici anni fa, era possibile trovare ampie piantagioni di pannocchie, alcuni casolari e diverse stalle con bovini, oltre che alcuni stagni affioranti.

LA SCARSA FRUIBILITA' DI VIA DEL RISARO. Adesso, su un lato della strada, è stato edificato il centro di addestramento dei NOCS, che si estende per quasi due chilometri. L’altro,invece, è recintato poiché, l'area rurale da via Odone Belluzzi in poi, è divenuta zona militare.
Di via del Risaro, fatto salva la porzione dirimpetto all’abitato di Tor de’ Cenci, oggi altro non rimane che una semplice strada, asfaltata fino ad un ponticello, oltre il quale continua, in direzione Vitinia, con un impervio sterrato.

IL TENTATIVO DI METTERE IN SICUREZZA LA STRADA. In varie occasioni il Presidente Calzetta ha ricordato come, il Municipio XII, avesse destinato un milione e mezzo di euro, per mettere in sicurezza quella strada, allargare il ponticello e consentire agli abitanti di Tor de’ Cenci, Spinaceto e Tre Pini, di avere un accesso diretto alla stazione Roma Lido di Vitinia. Sappiamo che, per una serie di vincoli ambientali, quest’obiettivo è naufragato.

L'ULTIMA BONIFICA DELL'AREA.Tuttavia, proprio in corrispondenza del ponticello, a pochi metri dal Fosso di Malafede, nonostante i vincoli ambientali, ogni anno si concentrano tonnellate di rifiuti. Già lo scorso anno l’AMA, come in occasioni precedenti, era dovuta intervenire per rimuovere 90 tonnellate di rifiuti, dai copertoni alle mattonelle abbondate che ingombravano il passaggio. Ebbene, questa porzione di verde, l’ultima rimasta fruibile nella vallata del Risaro, continua ad essere trattata come una discarica a cielo aperto.

UN INSULTO ALL'AMMINISTRAZIONE ED AI RESIDENTI. A seguito di un sopralluogo effettuato in giornata, è stato possibile verificare come, ancora una volta, copertoni, calcinacci, foratini, e vario materiale di scarto, oltre che alcuni mobili da cucina ed un frigorifero, hanno nuovamente contaminato l’area. Ed è un vero peccato perchè si vanificano gli sforzi dell'amministrazione di mantenere in condizioni decorosi almeno quel tratto di verde pubblico. Ma è soprattutto  un insulto per quelle centinaia di residenti che, da anni, in splendida solitudine, continuano a battersi per preservare quest’ultimo lembo di verde, minacciato dalla realizzazione della Bretella.
 

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