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Torrino e Torrino Mezzocammino: il patrimonio immobiliare è minacciato dal degrado

Gli appartamenti vengono affittati senza acqua né luce. Al Torrino Mezzocammino i box sono utilizzati come discariche di inerti. Scelte singolari che, in entrambe i casi, depauperano i due quartieri

Tra via Mar della Cina e via Deserto di Gobi, sono molti gli appartamenti affittati agli immigrati. Si tratta spesso di alloggi fatiscenti, come quelli che gli uomini del Commissariato di Spinaceto hanno scoperto nel corso di un’operazione condotta a ridosso delle festività natalizie. La notizia però non ha colto di sorpresa i residenti del Torrino.

UN DEGRADO CONOSCIUTO - Da tempo gli abitanti segnalano la concentrazione di extracomunitari nel quartiere. “Sono per lo più africani, e sono sistemati in appartamenti intorno a Piazza Cina – ci conferma un residente – ma non da oggi, perché questa situazione va avanti da anni, qua non è più un mistero per nessuno. Purtroppo si trovano a stare in condizioni in cui gli italiani si rifiuterebbero di vivere. Io almeno non potrei mai stare senz'acqua nè corrente”. Queste in effetti sono le condizioni degradanti cui erano costretti ad abitare alcuni degli extracomunitari che sono stati identificati al Torrino dagli agenti del Commissariato Spinaceto.

AL TORRINO MEZZOCAMMINO - Da una situazione di degrado ad un’altra. Nel confinante quartiere del Torrino Mezzocammino, da anni i cittadini puntano il dito sullo stato in cui versa Largo Jacovitti. A preoccupare i residenti non è tanto una piazza dalla quale, per l’evidente stato di abbandono, molti commercianti hanno deciso di andarsene. L’attenzione dei cittadini è infatti rivolta ai garage che vi si trovano sotto. Nel dicembre del 2015 sono stati oggetto anche di un’operazione che si concluse con un sequestro. In quell’occasione, come ricordava l’allora Presidente municipale Andrea Santoro, erano stati trovati “inerti, ingombranti, sostanze altamente infiammabili, persino 11 automobili. Materiali di scarto occultati per anni nei locali di 2.500 mq destinati a ospitare i box a servizio delle abitazioni ai piani alti e che, invece, un imprenditore ha utilizzato per stipare i rifiuti”.  Una destinazione singolare, che fa il paio con quella degli immobili del Torrino, dove sono stati trovati gli extracomunitari. In tutte e due i casi, anziché puntare sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare, lo si lascia andare alla deriva.

A farne le spese, oltre agli immigrati che nel primo caso corrispondevano affitti per alloggi inadeguati, sono i quartieri in cui in tanti hanno deciso di investire, ma non abitare. E di conseguenza gli appartamenti degli altri residenti che, con queste condizioni di degrado, sono costretti a convivere.

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