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Vitinia, il collettore fognario è una questione Capitale: “Pronto entro il 2020”

La commissione Ambiente di Roma Capitale ha affrontato il problema del depuratore da realizzare nella Valle del Risaro. Pericolini (CdQ): "Auspichiamo sia rispettato il cronoprogramma. Il collettore ridurrà anche il rischio esondazione del fosso"

Non c’era Acea alla commissione Ambiente che si è svolta in Campidoglio l’11 aprile. C’era però il responsabile dell’Ufficio scarichi idrici e soprattutto i rappresentanti del Comitato di Quartiere di Vitinia. L’atteso appuntamento ha consentito di portare anche all’attenzione del Comune, la necessaria realizzazione del collettore fognario.

IL CRONOPROGRAMMA - “Parliamo di un sistema fognario non allacciato ai depuratori, in relazione al quale il commissario Rolle ha approvato un provvedimento che prevede la realizzazione di un collettore entro il 2020 – ha dichiarato il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco (M5s) – La parte di adduzione realizzata a cielo aperto ha comportato la creazione di una vasta area a rischio esondazione, nel quale sono presenti una scuola, diverse abitazioni e due riserve”.

UN'OPERA IMPORTANTE - Le stesse richieste sono state ribadite dai cittadini presenti. “Sicuramente è importante che il campidoglio si interessi del nostro problema. Sono trent’anni che aspettiamo la realizzazione di quest’opera – ha sottolineato Mario Pericolini, presidente del CdQ – Purtroppo ci sono allacci abusivi che sversano direttamente nel fiume, con le conseguenze che si possono immaginare. Realizzare  il collettore invece consentirebbe di eliminare le puzze che respirano anche i bambini delle vicine scuole; ridurrebbe il numero delle zanzare ed anche i rischi connessi all’esondazione del fosso”.

EVENTUALI DANNI - La mancata realizzazione del collettore, ad oggi ha comportato conseguenze negative sia sul centro abitato di Vitinia che su un'area, la valle del Risaro, compresa tra due riserve naturali. Anche per questo “sarà nostra premura –ha dichiarato il presidente della commissione ambiente del Comune – richiedere agli organi competenti (tra cui ARPA e ASL) la verifica di eventuali danni ambientali imputabili allo sversamento di acque scure provenienti da insediamenti popolati da circa 30.000 abitanti.e sulla valle del Risaro".

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